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Omaggio alla Albanese, Trande (Avs): 'Caro Mezzetti, io non mi pento affatto'

Omaggio alla Albanese, Trande (Avs): 'Caro Mezzetti, io non mi pento affatto'

'Pensavo e penso che a Francesca Albanese dobbiamo gratitudine per il rigoroso e prezioso lavoro di documentazione e denuncia del genocidio israeliano'


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'Leggo del 'pentimento' del mio sindaco, compagno e amico, Massimo Mezzetti per avere ricevuto, nel settembre passato, Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi Occupati. Appreso dell'incontro programmato, io e il mio collega Giovanni Gordini primi firmatari della risoluzione di solidarietà (firmata anche da PD, M5S e Civici) approvata poco tempo prima in Regione, chiedemmo al sindaco di poterle consegnare fisicamente la risoluzione e, dopo il necessario via libera del sindaco, la incontrammo e gliela consegnammo. Io non sono pentito, riscriverei quella risoluzione tale e quale. Le continue, reiterate e potenti (perché potente è l'ispirazione) manovre di alterazione, manipolazione e delegittimazione a cui è sottoposta non mi hanno fatto cambiare idea'. A parlare è il consigliere regionale Avs, Paolo Trande, in aperta polemica col sindaco Mezzetti.


'Pensavo e penso che a Francesca Albanese dobbiamo gratitudine per il rigoroso e prezioso lavoro di documentazione e denuncia del genocidio israeliano a Gaza, dopo il terribile progrom di Hamas del 7 ottobre. Non solo, si debba solidarietà e vicinanza per le odiose sanzioni, personali e alla sua famiglia, inflitte loro, e ancora vigenti, dall'amministrazione Trump (sanzioni che, ricordo, le hanno distrutto la vita) e si debba sostegno per il coraggio e per

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la determinazione, con un forte coinvolgimento emotivo che ne certifica l'autenticità, che mette quotidianamente nell'incarico di difesa del popolo palestinese assunto a suo tempo, e confermato, alle Nazioni Unite nonostante la vile iniziativa della Francia, poi rientrata per manifesta manipolazione del suo pensiero e delle sue parole - afferma Trande -. Ci sono tempi in cui la capacità di raccontare un'ingiustizia, quella che il popolo palestinese subisce da decenni, può far correre il rischio di apparire 'etorodossi', ossia di tenere testardamente il punto, di mantenere lucidità, obiettività e di sganciarsi dalla narrazione che il mainstream desidera. Modena seppe farlo in anni difficili, coltivò una sua 'diversità', non si piegò a quanto le veniva richiesto dal mainstream di allora ed è su quello, abbinato ad una sano pragmatismo, che costruì la sua fortuna di sviluppo e coesione sociale'.


'Ecco, io credo che tutti quelli che denunciano lo sterminio in atto a Gaza, l'occupazione illegale in Cisgiordania e inseguono l'obiettivo 'due popoli, due Stati' in pace e sicurezza non possono concedere spazio a chi tenta di occultare la tragedia. Anche in questi giorni, durante la cosiddetta 'tregua' governata dal vergognoso Comitato d'Affari personale di Trump chiamato 'Board of Peace', Francesca Albanese si batte per i più deboli, per chi muore ancora sotto le bombe, di fame, freddo e malattie.

Questo, il 'senso delle cose', sfrondato dalle manipolazioni, la ricerca della umanità, vale più di qualsiasi risposta ad una interrogazione posta da una destra italiana complice del ricercato dalla Corte Penale Internazionale, per 'crimini di guerra', Netanyahu. Ci sono 'passaggi della storia' in cui ognuno di noi, anche se può fare poco o forse proprio perché può fare poco, non deve dare alcuno spazio a chi propugna le culture nazionaliste, razziste, islamofobe alla base delle guerre, culture che violentano il diritto internazionale ed umanitario e che spesso celano interessi economici e coloniali (energia, terre rare, risorse naturali). Questo è uno di quei momenti' - chiude Trande.

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