Articoli Politica

'Io per conto terzi non faccio nulla, e chi mi conosce lo sa benissimo'

'Io per conto terzi non faccio nulla, e chi mi conosce lo sa benissimo'

Bruno Rinaldi replica sui social all'analisi pubblicata su La Pressa: 'Il confronto deve partire dai fatti, non dalle invenzioni. Deve partire dai documenti'


3 minuti di lettura

Leggo l’analisi pubblicata su La Pressa e, ancora una volta, resto colpito non tanto dal giudizio politico – che può essere legittimamente duro – quanto dalla leggerezza con cui si mettono insieme nomi, ruoli e ricostruzioni senza nemmeno preoccuparsi di verificare se ciò che si scrive corrisponda alla realtà.

Quando si pretende di spiegare dinamiche interne complesse, sarebbe utile almeno partire dai fatti. Qui invece si parte dalle conclusioni e poi si costruisce intorno una narrazione che fa comodo, anche a costo di dire cose semplicemente non vere.

Tanto per essere chiaro, e lo dico senza giri di parole, per ciò che riguarda chi fa politica e chi invece la interpreta come se fosse su un palcoscenico, non serve leggere articoli pieni di retroscena immaginati: basta guardare gli atti, basta leggere i documenti, basta scorrere le iniziative presentate negli anni nelle sedi istituzionali.

Se qualcuno avesse la pazienza di farlo, capirebbe assai bene che certe persone sono molto abili a fare gli attori, bravissimi a stare sotto i riflettori, capaci di occupare spazio mediatico con grande disinvoltura, ma poi quando si passa dalla scena alla realtà non riescono nemmeno a fare i comprimari, figuriamoci i protagonisti.

La politica vera non è fatta di articoli d’opinione, ma di atti firmati, di interrogazioni, di mozioni, di posizioni prese pubblicamente, di responsabilità personali.

E gli atti restano.

Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Le ricostruzioni fantasiose, invece, passano.

Nell’articolo si arriva perfino a sostenere che io farei qualcosa “per conto terzi”.

Ecco, anche qui siamo al livello della pura invenzione. Io per conto terzi non faccio nulla, e chi mi conosce lo sa benissimo.

Contrariamente a chi scrive, che si nasconde dietro uno pseudonimo, io ho sempre — e sottolineo sempre — usato il mio nome e il mio cognome.

Non ho mai avuto bisogno di firmarmi con nomi di fantasia, non ho mai avuto bisogno di maschere, non ho mai avuto bisogno di protezioni.

Quello che ho detto l’ho sempre detto in prima persona. Quello che ho fatto l’ho sempre fatto mettendoci la faccia. E se ho sbagliato, ho sbagliato con il mio nome, non con quello di qualcun altro.

Quanto ai suggeritori, non ne ho mai avuti. Non ho mai avuto qualcuno che mi scrivesse i copioni, non ho mai avuto qualcuno che mi dicesse cosa dire o cosa fare.

Forse i suggeritori li ha qualcun altro.

Forse qualcun altro ha bisogno di stare dietro le quinte per poter parlare.

Forse qualcun altro preferisce il ruolo dell’opinionista anonimo perché il confronto vero, quello dove bisogna assumersi responsabilità davanti ai cittadini e davanti alle istituzioni, è molto meno comodo di una rubrica firmata con uno pseudonimo. Per questo respingo al mittente questa ennesima analisi costruita più sulla fantasia che sulla realtà.

La politica modenese può essere discussa, criticata, anche duramente, e non mi sono mai sottratto al confronto.

Ma il confronto deve partire dai fatti, non dalle invenzioni. Deve partire dai documenti, non dalle suggestioni.

Deve partire da ciò che uno fa davvero, non da ciò che qualcuno decide di raccontare per rendere più vivace un articolo.

Chi vuole capire chi fa politica e chi invece la recita, non ha bisogno di leggere pseudonimi. Gli basta aprire gli atti.

E lì, senza filtri e senza copioni, si vede tutto.

Bruno Rinaldi - Popolo e libertà

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati