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Pd, Avs e M5S: 'Modena, mettere nero su bianco la chiusura dell'inceneritore nel 2034'

Pd, Avs e M5S: 'Modena, mettere nero su bianco la chiusura dell'inceneritore nel 2034'

Firmano tutti i consiglieri, a parte Carpentieri. 'Richiedere formalmente alla Regione e ad Atersir che l’impianto modenese entri in dismissione entro e non oltre il 2034'


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'Promuovere ogni forma di iniziativa volta alla riduzione di rifiuti urbani e speciali prodotti nel nostro comune e coinvolgere tutti i comuni della provincia al fine di ampliare a tutto il territorio provinciale l’obiettivo e la richiesta di dismissione dell’impianto di via Cavazza attraverso la riduzione dei rifiuti di tutta la provincia. Parallelamente richiedere formalmente alla Regione e ad Atersir che l’impianto modenese entri in dismissione entro e non oltre il 2034'. E' questa la richiesta che arriva da una mozione presentata da Avs e firmata da tutti i consiglieri di maggioranza di Modena, a parte Antonio Carpentieri.
'L’impianto di via Cavazza è classificato come «impianto di incenerimento» con operazione R1 di recupero energetico - ricordano i consiglieri -. I dati reperibili nei rapporti mensili di Arpae riportano che nel 2023 l’impianto ha bruciato 215.927 t di rifiuti (58 % urbani, 42 % speciali) e ha prodotto circa 135 GWh di elettricità e nel 2024 i conferimenti sono scesi sotto quota 187.487 000 t (-28.440 t rispetto al 2023. Dei rifiuti conferiti il 50,9% sono speciali a libero mercato, il 12,6% rifiuti urbani provenienti da altre province, il 36,5% rifiuti urbani della provincia di Modena.
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Nel 2023, i rifiuti urbani provenienti dalla provincia di Modena conferito all’impianto erano stati 124.819 tonnellate, nel 2024 solo 68.404 tonnellate, con un calo del 45,2%. Inoltre i rapporti mensili Arpae mostrano valori ampiamente sotto i limiti Aia: dicembre 2024 ha registrato polveri 0,44 mg/Nm³ (limite 5), NOₓ 56 mg/Nm³ (limite 100), HCl 3,3 mg/Nm³ (limite 8), CO 6,8 mg/Nm³ (limite 50) e mercurio <0,5 µg/Nm³ (limite 20 µg) senza superamenti semiorari o giornalieri nel mese; su base annua 2024 i superamenti totali restano marginali e comunque entro le soglie di conformità'.
'Dal processo derivano residui solidi tra cui circa il 20% in massa di scorie grosse (~40.000 t/anno) che vanno trattate per il recupero di metalli e poi in parte avviate a discarica, e un 3- 4% di polveri/fly-ash classificate rifiuto pericoloso (6-8.000 t/anno) da smaltire in impianti specializzati. L’incenerimento di 200.000 t/anno rilascia circa 200.000 t CO₂ totali; la frazione fossile (≈40%) produce comunque 80-90.000 t CO₂ /anno, valore che potrebbe rientrare nell’ETS europeo dopo il 2028 con probabili costi significativi. Oltre alle emissioni dirette vanno considerati traffico pesante (30-40 camion/giorno), rumore, consumo idrico (≈0,16 m³ per tonnellata di rifiuto) e produzione di percolati/effluenti industriali da trattare'.
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