Il Partito democratico di Modena replica alle dichiarazioni del Comitato salute e ambiente, che riferendosi al possibile arrivo in Emilia-Romagna di rifiuti da Roma ha affermato: 'Sorge il dubbio che il positivo miglioramento della raccolta differenziata abbia come conseguenza l'arrivo di quantita' sempre maggiori di rifiuti extra-provinciali da incenerire'. E questo 'in un quadro ambientale compromesso dove bastano pochi giorni di bel tempo a mandare alle stelle le polveri sottili'.
Il Comitato pero', secondo la consigliera comunale e responsabile ambiente del Pd modenese, Simona Arletti, 'fa demagogia e mette in secondo piano i fatti'. In primis, scrive Arletti, 'lascia quindi basiti una dichiarazione che di fatto provoca nei cittadini il dubbio sull'utilita' della raccolta differenziata', cosi' come 'e' semplicistico pensare di ridurre problemi serissimi come l'inquinamento della Pianura padana additando gli inceneritori come principali responsabili'.
Questo, attacca l'esponente dem, 'serve forse per suscitare indignazione, ma e' falso, visto che studi ufficiali di Arpae stabiliscono che a Modena il termovalorizzatore contribuisce ad aggravare la formazione di Pm10 per meno dell'1%'. A riprova della sua tesi, Arletti afferma che 'nei momenti in cui, per ragioni diverse, l'inceneritore di Modena, è stato spento (ricordiamo che per almeno due settimane nel mese di agosto l'impianto rimane spento per lavori di manutenzione ordinaria e programmata, ndr), la percentuale di polveri sottili nell'aria non e' cambiato granche''. Ecco perche', conclude la consigliera, 'non e' accettabile far finta di non sapere che esiste un quadro di programmazione e gestione dei rifiuti per garantire autosufficienza regionale e non puo' piu' valere la logica delle singole province riportata dal Comitato'.


