'Guardiamo alla cosa per quello che è, senza isterismi e senza fare i professori del risiko: l’uscita di Matteo Renzi altro non è che il primo frutto di un ritorno al proporzionale, e lo dico da convinta sostenitrice di un sistema maggioritario che al contrario premia le cose fatte a modo e il rapporto chiaro tra eletti ed elettori. Ti voto, se lavori bene ti riconfermo, se non realizzi quello che hai promesso per la tua gente vai a casa. Quindi è inutile abbondare in corsivi strappalacrime, in adii dolorosi e sofferti. Il punto è riprendere un cammino da alleati, da oggi in case diverse, ma sempre alleati. Sono certa che l’uscita di Renzi dal Pd non cancelli ma paradossalmente rimetta al centro dell’agenda quello che deve essere l’unico obiettivo del Pd: tornare ad emozionare la gente. Tornare a proteggere le persone'. A parlare è Francesca Maletti che con un post sui social conferma di non seguire Renzi nella sua corsa fuori dal Pd e di fatto lancia la sua candidatura alle Regionali in chiave anti-Boschini, appartenente alla sua stessa corrente dentro ai Dem.
'Si sta in un partito per questo, non per contare gli incarichi sacrificando la speranza dei cittadini in una vita dignitosa sull’altare della responsabilità. Fu questa aspettativa a rendere poderosa l’ascesa di Renzi – non il contrario – e questa lezione non dobbiamo dimenticarla, perché quel fuoco è vivo più che mai e sta aspettando la ripresa di un cammino con coraggio, semplicità e fiducia. Proprio come quello che fanno ogni giorno migliaia di Sindaci, Amministratori e Comunità locali, che sono stati relegati al ruolo di comparse mentre invece sono l’anima, il cuore e le gambe di un grande piano per il cambiamento del Paese. Modena e tante altre Città sono lì a dimostrarlo. Per tutto questo il problema non è chi se ne va, bensì scegliere da che parte stare. E io scelgo di restare nella casa del Partito Democratico' - chiude la Maletti.



