'Impariamo oggi che quel signore si chiamava Lanfranco Bergamini, aveva 78 anni ed è morto in ospedale dopo un'agonia di diversi giorni a causa di quello stesso scontro. Dietro ai freddi numeri che lasciano spesso indifferenti e a cui siamo purtroppo abituati, ci sono persone con nome e cognome, le loro famiglie e i loro cari a cui vanno le nostre condoglianze, ma di fronte a questi numeri non si può non andare oltre al dolore per capirne le cause e trovare soluzioni vere e durature a problemi sistemici. Questi dati seguono di pochi giorni la morte di Maria Sivio, un'altra persona anziana investita a Castelnuovo Rangone. Una terribile sequenza che conferma ciò che denunciamo da anni: non sono fatalità, ma tragedie annunciate, frutto di un modello di città che continua a privilegiare la velocità delle auto a scapito della vita delle persone. Mentre altre città come Bologna invertono la rotta con la 'Città 30' e vedono calare gli incidenti, Modena peggiora, collezionando una tragica maglia nera per numeri di morti (in particolare persone a piedi) generando un costo sociale di 84.940.228 euro pari a 462 euro pro capite, contro i 393 di Bologna. Non è più tempo di timide promesse, ma di un'azione decisa e provata: rendere Modena una Città 30 per salvare vite e creare spazi più vivibili per tutte le persone. Le cause degli scontri stradali sono quasi sempre le stesse, come confermano i dati ISTAT: eccesso di velocità e distrazione alla guida, aggravate da un'infrastruttura stradale che non protegge a sufficienza gli utenti più vulnerabili. Il nostro sentimento, oggi, è un misto di dolore e rabbia, perché constatiamo la mancanza di una reale percezione della gravità sociale di questo problema. Basta con le scuse: non vogliamo più sentirci dire che mancano le risorse o che la soluzione sia solo 'educare gli utenti'. Non è più accettabile, mentre le persone rischiano la vita per il semplice gesto di attraversare una strada.
'Proponiamo due interventi prioritari. Un piano straordinario per la sicurezza degli attraversamenti destinando ogni risorsa disponibile a un programma di messa in sicurezza di tutti gli attraversamenti pedonali, partendo da quelli vicini a scuole, parchi, ospedali e centri per anziani. Gli interventi devono includere: attraversamenti rialzati, chicane, marciapiedi avanzati, isole salvagente e spartitraffico, segnaletica orizzontale e verticale ad alta visibilità e durabilità. Controlli sistematici e costanti con la Polizia Locale che deve essere impiegata in modo mirato e continuativo, 365 giorni all'anno, con pattuglie dedicate a verificare il rispetto della precedenza ai pedoni sulle strisce, sanzionando chi non rallenta o addirittura non si ferma e chi parcheggia in prossimità, ostacolando la visibilità, verificare il rispetto dei limiti di velocità, in tutte le strade incluse, le zone 30 e davanti alle scuole, reprimere l'uso del cellulare alla guida, una delle principali cause di distrazione, controlli frequenti su auto in sosta irregolare che occupano marciapiedi, ciclopedonali o ciclabili, creando ostacoli per gli utenti più deboli. Le campagne di sensibilizzazione spot non bastano più. Chiunque guidi sa quanto queste norme di civiltà siano sistematicamente violate, a fronte di una repressione del tutto inadeguata alla dimensione del fenomeno - continua Paltrinieri -.



