'Indubbiamente il territorio emiliano, come tutta la pianura padana, paga un prezzo alto in termini di qualità dell'aria a causa della propria conformazione geologica - afferma Giacobazzi -, ma proprio per questa fragilità in termini di inquinamento, occorre che chi ha responsabilità di governo metta in campo tutte le misure a sua disposizione per cercare di arginare il problema. Misure che debbono avere un valore concreto e non propagandistico. Le misure antismog previste dal Pair 2030 (Piano aria integrato regionale) applicate anche a Modena, si concentrano di fatto solo sulle domeniche ecologiche e sul limitare la circolazione ai veicoli più vecchi con risultati che appaiono pressochè nulli, penalizzando peraltro le famiglie che non hanno la possibilità di sostituire l'auto. Nulla invece si è fatto sinora per aprire un percorso serio volto allo spegnimento dell'inceneritore di via Cavazza. Resta la fantomatica promessa di uno spegnimento nel 2034, ma la realtà racconta di un camino acceso 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno e che brucia 240mila tonnellate di immondizia a fronte di una produzione indifferenziata modenese pari a circa la metà. Un quadro simile non solo contribuisce in modo reale all'inquinamento dell'aria modenese (parliamo della più importante fonte singola di inquinamento provinciale), ma dà un segnale negativo e contradditorio ai cittadini ai quali si chiedono sacrifici in termini di mobilità e stili di vita'.
Pessima qualità dell'aria a Modena: 4 sforamenti Pm10 in due settimane
Giacobazzi (Fi): 'Nulla si è fatto sinora per aprire un percorso serio volto allo spegnimento dell'inceneritore di via Cavazza'
'Indubbiamente il territorio emiliano, come tutta la pianura padana, paga un prezzo alto in termini di qualità dell'aria a causa della propria conformazione geologica - afferma Giacobazzi -, ma proprio per questa fragilità in termini di inquinamento, occorre che chi ha responsabilità di governo metta in campo tutte le misure a sua disposizione per cercare di arginare il problema. Misure che debbono avere un valore concreto e non propagandistico. Le misure antismog previste dal Pair 2030 (Piano aria integrato regionale) applicate anche a Modena, si concentrano di fatto solo sulle domeniche ecologiche e sul limitare la circolazione ai veicoli più vecchi con risultati che appaiono pressochè nulli, penalizzando peraltro le famiglie che non hanno la possibilità di sostituire l'auto. Nulla invece si è fatto sinora per aprire un percorso serio volto allo spegnimento dell'inceneritore di via Cavazza. Resta la fantomatica promessa di uno spegnimento nel 2034, ma la realtà racconta di un camino acceso 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno e che brucia 240mila tonnellate di immondizia a fronte di una produzione indifferenziata modenese pari a circa la metà. Un quadro simile non solo contribuisce in modo reale all'inquinamento dell'aria modenese (parliamo della più importante fonte singola di inquinamento provinciale), ma dà un segnale negativo e contradditorio ai cittadini ai quali si chiedono sacrifici in termini di mobilità e stili di vita'.
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