Guardando i dati drammatici sull'aumento degli infortuni sul lavoro Susanna Camusso l'ha già definito pochi giorni fa, da Modena, un anno orribile a livello nazionale. Il 2018. Che se lo è a livello nazionale lo è tanto più per l'Emilia Romagna e per Modena in particolare, al top in regione per morti sul lavoro. Un mondo lavoro dove il numero di occupati è aumentato, nei settori in cui è aumentato. soprattutto grazie alla frammentazione del lavoro stesso, alla moltiplicazione di forme contratti (anche minimali e con ben poche garanzie), per legittimare prestazioni spot dove bastano poche ore alla settimana di lavoro precario per essere registrati tra gli occupati. In una realtà come quella modenese che nel 2017 ha conosciuto il fenomeno ancora per buona parte nascosto delle cooperative spurie e dello sfruttamento del lavoro ad esso collegato. Una vergogna nazionale per la quale ci sarebbe ben poco da festeggiare. Ed è in questo contesto che il Presidente della Regione plaude oggi ai risultati ottenuti sul fronte del lavoro dall'Emilia Romagna.
“A quasi tre anni dalla firma del patto per il lavoro - afferma Bonaccini che oggi, in occasione del primo maggio, sarà a Mercato Saraceno, provincia di Forlì-Cesena, per il 70^ anniversario della tragedia del crollo dello Zingone - in Emilia-Romagna è stato raggiunto il tasso di occupazione del 68,6%, a livello nazionale secondo solo al Trentino-Alto Adige. Dal 9% di inizio mandato, nel gennaio 2015, la disoccupazione è scesa al 6,5%, con città che hanno già raggiunto la piena occupazione tanto da segnalare oggi la mancanza di manodopera qualificata”.
Non si entra nel dettaglio di quele tipo di lavoro e per chi, perché i dati dell'Emilia Romagna rispetto ad occupazione giovanile e tipologia di contratti, senza tirare in ballo l'immenso problema delle coop spurie, rappresentano il vero tallone d'Achille per la Regione che rilancia con nuovi annunci e dichiarazioni di intendi.
“Il lavoro è la priorità di questa legislatura. E priorità alla sicurezza: siamo pronti a fare tutto ciò che serve perché nessuno debba più temere per la propria vita sul posto di lavoro” - continua Bonaccini.
“Il lavoro è progettualità, autonomia, è dignità e sicurezza, diritto della persona- sottolinea il Presidente della Regione - e a maggior ragione nel ricordare tutti coloro che hanno perso la vita o che hanno subito infortuni lavorando dobbiamo riaffermare l’assoluta necessità del rispetto di leggi volute per la tutela di chi lavora, proprio per non vanificare l’assurdo e inaccettabile sacrificio di tanti, ieri come oggi.
“Più lavoro, ma anche più sicurezza. Non è uno slogan- chiude Bonaccini - ma un impegno. Forse il migliore augurio per il Primo Maggio”. Forse.



