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Polemica sulla Conferenza sanitaria di cui nessuno sapeva

Polemica sulla Conferenza sanitaria di cui nessuno sapeva

L'evento organizzato oggi al Baluardo della cittadella alla presenza del Ministro non annunciato nemmeno agli addetti ai lavori. Associazioni critiche


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'Certo che le Associazioni attive sul territorio modenese come l'UDI, l'Associazione Nazionale Familiari Vittime della strada e RelArte non possono dirsi proprio soddisfatte nell'aver appreso che oggi ci sarà un vertice fra il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e i responsabili politici e amministrativi della sanità modenese'. 

A parlare è la dottoressa Anna Beatrice Borrelli, Presidente di RelArte, che in una nota esprime stupore per l'evento pubblico organizzato oggi dalla Conferenza sanitaria territoriale sulla riorganizzzione della rete ospedaliera e sanitaria provinciale alla presenza del Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Uno stupore riflesso anche nei tanti esponenti di associazioni attive in sanità, con questioni aperte proprio sui temi della salute e con istanze presentate al Ministro della salute. Stupore anche tra consiglieri provinciali, regionali, e parlamentari eletti del territorio, che ci hanno comunicato di non sapere della convocazione di un evento pubblico che per l'importanza del tema e la presenza del ministro, avrebbe dovuto avere ben altra forma di comunicazione, almeno tra le rappresentanze politiche, istituzionali e, appunto, dell'associazionismo in campo sanitario. Anche solo per cortesia istituzionale. Anche solo perché sul tavolo del Ministro, e diretta conseguenza di quella riorganizzazione ospedaliera di cui oggi la conferenza dovrebbe trattare, ci sono questioni aperte.

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Dal trattamento dei traumi di donne gravide e minori diviso tra Baggiovara e Policlinico, della riorganizzazione dell'emergenza-urgenza in montagna collegata direttamente alla chiusura dei punti nascita

Anna Betrice Borelli sottolinea di avere 'personalmente consegnato al Ministro un promemoria che documentava in modo ineccepibile come in questa provincia a donne gravide traumatizzate e ai minori sino a 14 anni traumatizzati fosse negato l'accesso alle cure di eccellenza per i traumi fornite solo dall'ospedale di Baggiovara con personale dedicato e strumenti di avanguardia, e con una casistica che permette una risposta efficiente e un continuo allenamento e affiatamento dell'equipe dedicata ai traumi.

Al contrario al Policlinico con vocazione internistica non c'è equipe dedicata ai traumi, non ci sono percorsi privilegiati, non c'è un numero sufficiente di casi per mantenere una risposta diagnostica – terapeutica adeguata.

Tanto è vero che qualsiasi adulto che subisca un trauma anche nell'area del Policlinico viene trasportato fino a Baggiovara perchè, dicono i tecnici, solo là può avere la migliore risposta. Ovviamente solo il trasferimento dei reparti di ostetricia e di pediatria all'ospedale di Baggiovara può dare a questa fascia debole della popolazione la stessa opportunità di cura degli adulti. Il Ministro disse che avrebbe preso a cuore il problema ma non durante la campagna elettorale per evitare strumentalizzazioni.

Sono passati due mesi e ci auguriamo che questo grave disservizio sia uno degli argomenti più importanti all'ordine del giorno della riunione odierna.

Constatiamo con amarezza che il Ministro non ha avuto la sensibilità di sentire le Associazioni e ci auguriamo fortemente che almeno abbiano il coraggio di ammettere la criticità e di porvi rimedio'

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