Detta in altri termini, avverte Bonaccini, 'ci servirà di tutto per farcela. Ma io sono sicuro che ce la faremo. Fu così dopo la guerra, è stato così dopo il terremoto e non c'è ragione di credere che non sia così oggi e nei prossimi anni. Dipende da noi'. L'emergenza covid, sottolinea anche Bonaccini in un altro passaggio del suo discorso, 'ci costringe a costruire una società nuova, non certo a tornare a quella vecchia. Servono più diritti e opportunità, non regressioni'. In particolare, ribadisce il governatore, 'dobbiamo avere la forza di rimettere la scuola al primo posto, perchè il Paese non riparte senza la scuola. E lo stesso vale per i servizi zero-sei anni, per dare risposte alle famiglie e restituire ai più piccoli spazi di socialita'. Non dobbiamo arretrare di un millimetro sul terremo della conciliazione', avverte Bonaccini.
Il ritorno alla normalità dopo l'emergenza sanitaria 'non può significare il ritorno alla rissa politica, come ho visto negli ultimi giorni - ha aggiunto Bonaccini -. Non è nelle divisioni che il Paese può trovare le risposte per rialzarsi, come ha detto il presidente Mattarella. Sono parole di saggezza, dovrebbero guidarci tutti'.
E rivolgendosi alle opposizioni in Regione. 'Ci serve ogni contributo genuino per dare risposte efficaci e correggere i nostri errori - tende la mano Bonaccini - non abbiamo la verità in tasca, non ho mai detto che non ho sbagliato niente durante l'emergenza. Per questo invito tutti a scegliere il confronto e non lo scontro. Io da questo terreno non mi muoverò. Siamo chiamati a un salto di qualità, in un mondo che è già cambiato e che richiede il meglio'.




