Conti: Senti Matteo, ma perché hai detto quella roba sui lavoratori?
Lepore: Che roba?
Conti: Quella sulle aziende… Chi sono le aziende? Perché hai detto una bugia così?
Lepore: Perché una bugia?
Conti: Quali sono le aziende che sfruttano i lavoratori che mi appoggiano?
Lepore: Non ho detto questa cosa. Quando ci vediamo in privato te lo dirò.
Conti: Hai detto delle cose gravi, che sono lesive della mia dignità.
Lepore: Ho detto un’opinione politica rispetto al fatto che bisogna prendere posizione.
Conti: Io ho preso una posizione molto chiara sui lavoratori e la mia storia anche di amministratore dice con grande chiarezza che cosa ho fatto.
Lepore: Lascia stare la tua storia, parliamo di Bologna.
Conti: Appunto Matteo, dobbiamo parlare di Bologna. Devi capire la differenza che c’è tra un attacco politico e un attacco personale che mina la mia onorabilità.
Lepore: Isabella, non mi parlare di attacco personale perché hai passato gli ultimi mesi ad attaccarmi dal punto di vista personale.
Conti: Ma non è vero!
Lepore: Se vuoi, quando ci vediamo da soli e non di fronte a una telecamera che hai portato per filmarmi, ti dico cosa penso di quelle persone che frequenti.
Conti: Ma cosa dici? Io non ho fatto nessuna cena, stai continuando a infamare.
Lepore: Parliamo di Bologna, dai. Perché sei venuta qua a litigare?
Conti: Io non sono venuta per litigare, ma è una cosa che fa soffrire.
Lepore: Ma fa soffrire cosa? Il fatto che mi offendi da un mese? Parliamo di Bologna.
Conti: Io non ti ho mai offeso. Hai detto che degli imprenditori con cui io faccio cene…
Lepore: Fidati di me. Parliamo dei problemi Bologna e di quello che vogliamo proporre.
Conti: Ma questo è un tema importante, lesivo la mia onorabilità…
Lepore: Ma non è vero…
Conti: … E io chiedo delle scuse.



