La Regione ha chiesto un incontro al Governo per tornare a discutere dei punti nascita degli ospedali periferici di montagna e perfino della possibilita' di una loro riapertura.
Lo annuncia il presidente Stefano Bonaccini che -ad un convegno sulla sanita' a Reggio Emilia- ritorna sulla vicenda della contestata chiusura, avvenuta a ottobre dell'anno scorso, di strutture come quella di Pavullo (nel modenese), Castelnovo Monti (provincia di Reggio Emilia) e Borgo Val di Taro (Parma). Tutte hanno cessato l'attivita' perche' non rispondevano agli standard di sicurezza previsti dall'accordo fra Stato e Regioni del 2010, che fissa il numero minimo di parti effettuati in 500 all'anno.
Secondo Bonaccini pero', lo scenario e' oggi cambiato e lo stesso esecutivo nazionale ha ora facolta' di rivedere le decisioni assunte. 'Sono sei mesi che attendo una telefonata da chi ci dice di riaprirli e, avendo le leve della decisione, puo' almeno chiederci di metterci a sedere e conforntarci. Visto che per sei mesi non siamo nemmeno stati chiamati al telefono, adesso un incontro lo abbiamo chiesto noi', spiega il governatore. 'E a chi ci dice di riaprili dico: adesso potete suonare anche il campanello del Governo e provare a chiedere se si fa una discussione pubblica, dove pero' ci portiamo la scienza, visto che il tema e' la tutela della salute delle mamme e dei nascituri', aggiunge Bonaccini. Insomma, 'ci mettiamo a sedere e se c'e' da correggere qualcosa il sottoscritto e la sua giunta non hanno nessuna difficolta' a parlarne e persino a farlo. Ma bisogna dare un ordine alle cose per evitare che sia sempre colpa di qualcun altro', conclude il presidente della Regione.
Punti nascita, Bonaccini: pronti a correggere qualcosa
La Regione ha chiesto un incontro al Governo per tornare a discutere dei punti nascita degli ospedali periferici e perfino della possibilità di una riapertura
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