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Punto nascita Pavullo, Regione irremovibile: no alla revisione dell'istanza

Punto nascita Pavullo, Regione irremovibile: no alla revisione dell'istanza

Dopo il soccorso in emergenza con l'elicottero di due donne gravide in montagna, l'Assessore Venturi difende la scelta della chiusura dei punti nascita


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La richiesta di deroga per l'apertura dell'ospedale di Pavullo formulata dalla Regione nel 2017 'non contiene dati corretti, in particolare sulle distanze chilometriche e dei tempi di percorrenza'. Lo ha ribadito oggi per il gruppo M5s la consigliera Giulia Gibertoni, che ha nuovamente sollecitato la giunta Bonaccini a riformulare la richiesta, 'questa volta con dati corretti', al ministero. Una richiesta che giace di fatto in commissione regionale sanità da più di un anno, sollecitata anche dai consigli comunali di diversi comuni montani interessati dalla chiusura dei punti nascita. E che il nuovo governo sarebbe pronto a riesaminare a sua volta, per esprimere un nuovo parere sul quale comunque sarebbe sempre la Regione, come fece nel 2017, a formulare il verdetto finale. 
Un passaggio che l'Assessore regionale alla sanità Venturi non prospetta nemmeno.
'La richiesta (inviata al ministero nel 2017, ndr), e' stata redatta conformemente a quanto previsto dal protocollo ministeriale, abbiamo fornito le informazioni in modo completo e corretto, inclusa l'indicazione delle distanze e dei tempi di percorrenza'.
L'indicazione 'della sospensione di assistenza al parto per Pavullo e gli altri punti- continua l'assessore- e' stata determinata dai bassi tassi di natalita' e dall'impossibilita' di raggiungere nei prossimi anni un numero di
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parti sufficiente a garantire sicurezza per la donna e il bambino, nonche' la competence e l'expertise dei professionisti nella gestione delle situazioni di emergenza che possono presentarsi anche nei parti fisiologici'. 

Di seguito l'estratto dell'istanza di revisione della richiesta di deroga nella quale sono evidenziati i tempi di percorrenza indicati dalla Regione e quelli ricalcolati



Un tema, quello dei tempi di percorrenza per raggiungere il più vicino punto nascita di Sassuolo dalle località montane, fondamentale per definire l'efficacia degli interventi in emergenza-urgenza riguardanti donne gravide. Dopo i due interventi di sabato e domenica, a Pievepelago e Pavullo,  da parte dell'elisoccorso notturno di Bologna, per due gravidanze a termine, e' l'Ausl di via del Cantone a evidenziare in una nota, in risposta a chi su La Pressa, aveva affermato l'importanza del servizio di ginecologia H24, da fine 2017 ridotto alle 12 ore diurne, all'ospedale di Pavullo, proprio per supplire ad eventuali casi di emergenza.
'Affermare che sia 'vitale' la presenza a Pavullo di un ginecologo dalle 20 alle 8 e' fuorviante per i cittadini, in termini di appropriatezza assistenziale, in un luogo dove non e' attiva l'assistenza al parto: la presenza di un ginecologo - ha affermato Maria Cristina Galassi, direttore Ostetricia-Ginecologia a Pavullo
e Sassuolo
- non consentirebbe infatti in alcun modo di gestire le emergenze ostetriche presso l'ospedale di Pavullo', anzi 'al contrario rischia di essere controproducente, aumentando il tempo richiesto per l'assistenza della donna in gravidanza, che dovrebbe comunque spostarsi successivamente da Pavullo verso il punto nascita scelto per il parto. È importante chiarire ai cittadini che questa figura cosi' inserita non solo non aumenterebbe il livello di sicurezza per le gravide, ma non consentirebbe di raggiungere miglioramenti effettivi nella loro assistenza'.
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