Un passaggio che l'Assessore regionale alla sanità Venturi non prospetta nemmeno.
'La richiesta (inviata al ministero nel 2017, ndr), e' stata redatta conformemente a quanto previsto dal protocollo ministeriale, abbiamo fornito le informazioni in modo completo e corretto, inclusa l'indicazione delle distanze e dei tempi di percorrenza'.
L'indicazione 'della sospensione di assistenza al parto per Pavullo e gli altri punti- continua l'assessore- e' stata determinata dai bassi tassi di natalita' e dall'impossibilita' di raggiungere nei prossimi anni un numero di parti sufficiente a garantire sicurezza per la donna e il bambino, nonche' la competence e l'expertise dei professionisti nella gestione delle situazioni di emergenza che possono presentarsi anche nei parti fisiologici'.
Di seguito l'estratto dell'istanza di revisione della richiesta di deroga nella quale sono evidenziati i tempi di percorrenza indicati dalla Regione e quelli ricalcolati

Un tema, quello dei tempi di percorrenza per raggiungere il più vicino punto nascita di Sassuolo dalle località montane, fondamentale per definire l'efficacia degli interventi in emergenza-urgenza riguardanti donne gravide. Dopo i due interventi di sabato e domenica, a Pievepelago e Pavullo, da parte dell'elisoccorso notturno di Bologna, per due gravidanze a termine, e' l'Ausl di via del Cantone a evidenziare in una nota, in risposta a chi su La Pressa, aveva affermato l'importanza del servizio di ginecologia H24, da fine 2017 ridotto alle 12 ore diurne, all'ospedale di Pavullo, proprio per supplire ad eventuali casi di emergenza.
'Affermare che sia 'vitale' la presenza a Pavullo di un ginecologo dalle 20 alle 8 e' fuorviante per i cittadini, in termini di appropriatezza assistenziale, in un luogo dove non e' attiva l'assistenza al parto: la presenza di un ginecologo - ha affermato Maria Cristina Galassi, direttore Ostetricia-Ginecologia a Pavullo



