Patto con la lista dei sindaci di Federico Pizzarotti e candidato presidente scelto 'non al ribasso', con un passo indietro dei partiti. Questa la ricetta espressa appena una settimana fa da Tommaso Foti, numero uno regionale del partito di Giorgia Meloni, tornato in Parlamento, per far sì che la Regione Emilia Romagna passi per la prima volta al centrodestra.
Una ricetta che ieri è stata copiata tal quale proprio da Stefano Bonaccini. 'Serve un nuovo campo di forze - ha detto Bonaccini - lo scorso anno consigliai un sostegno a Federico Pizzarotti, in una idea di dialogo e accordo del centrosinistra con quella parte di civismo che ha accettato la sfida di governo, in quel caso abbandonando una deriva che io chiamo populista'. Il Pd di Parma allora non raccolse il suggerimento e Pizzarotti conquistò il bis al ballottaggio contro Paolo Scarpa. 'Gli accordi si fanno se c'è una condivisione piena dei programmi, della visione del futuro a partire da alcuni valori e da alcune scelte di programma. Quindi - sottolinea Bonaccini - non mi permetto di concedere scorciatoie per un titolo sui giornali. Vedo però nell'amministrazione di Parma collaborazioni molti proficue, che ci hanno visto anche ottenere insieme anche importanti risultati. Al di là persino di Pizzarotti del quale do un buon giudizio, sono convinto che il centrosinistra la sfida di un civismo che si prenda la responsabilità di governo'.
E' evidente però che il centrosinistra non può offrire a Pizzarotti la presidenza della Regione (essendo scontato un Bonaccini-bis), mentre il centrodestra potrebbe offrire al sindaco di Parma la posta più alta.



