'La sfida in Emilia-Romagna era e resta apertissima. La vittoria della destra in Umbria è netta, ma quella era un’altra partita. In Umbria, l’accordo tra centrosinistra e 5 Stelle ha risposto ad una condizione di emergenza, arrivando ad una candidatura neutra e ad un disarmo bilaterale per rendere possibile l’alleanza; qui io posso essere in campo con la mia faccia, la mia storia e con quel che sto facendo; c’è un centrosinistra largo che si apre al civismo, l’appello dei sindaci e le tante disponibilità che stanno arrivando a correre in una mia possibile lista civica dimostrano la capacità espansiva di questa esperienza di governo regionale. Lo ribadisco: se qui ci sarà un accordo coi 5 Stelle sarà sui contenuti e sul progetto: sono pronto a confrontarmi in qualsiasi momento per verificare insieme le tante cose che ci uniscono e per discutere anche laicamente delle cose su cui non siamo d’accordo'.
A parlare dopo il disfatta del Pd in Umbria è il governatore emiliano Stefano Bonaccini. Bonaccini nonostante il no secco di Di Maio (ribadito dalla consigliere regionale Silvia Piccinini) continua dunque a corteggiare i 5 Stelle. Per quanto in crisi profonda i grillini infatti potrebbero garantire al Pd la possibilità di tornare a vincere in Emilia Romagna.
Regionali, Umbria non è servita: Bonaccini corteggia ancora i 5 Stelle
'Lo ribadisco: se qui ci sarà un accordo coi 5 Stelle sarà sui contenuti e sul progetto: sono pronto a confrontarmi'
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