'Da una 'fase due' dell'introduzione dei cassonetti che doveva partire a luglio per le altre aree oltre al centro storico, e che non è partita, ai costi delle modifiche dell'amministrazione, che si aggiungerebbero agli oltre 8 milioni di euro già calcolati per rimediare al caos del porta a porta iniziale, modificato con la reintroduzione dei cassonetti. Fino ad arrivare all'impossibilità per i modenesi, di conoscere quanti conferimenti sono stati registrati. Il Comune pretende che i malati dichiarino quanti pannoloni usano e il perché, però non riesce a dire quante volte una famiglia ha usato la Carta Smeraldo. Roba da non credere. Senza considerare che il dirigente del settore, che ha seguito i vari passaggi, e il nuovo regolamento, e considerato fondamentale nell'organizzare anche la fase due del passaggio ai cassonetti, e l'applicazione della tariffa puntuale, non è già più al servizio del Comune ma di Amo, nella veste temporanea di Direttore. Altro elemento non da poco'.
'Non capiamo davvero il perché a Modena le giunte di sinistra, attente all'ambiente solo in teoria, non siano riuscite nemmeno in due anni, ad applicare sotto la Ghirlandina sistemi di raccolta che già funzionano bene in altri centri come Forlì o come Padova, quest'ultima citata dallo stesso gruppo PD nel recente consiglio comunale, come esempio virtuoso a cui riferirsi. Capiamo che fare riferimento a Comuni ben amministrati dal centrodestra o dove non opera Hera può pesare all'amministrazione, ma per l'interesse pubblico crediamo ne possa e ne debba valere la pena. Dopo la costosa lettera cartacea inviata dalla giunta nell'autunno 2024 a tutti i modenesi con previsioni di tariffe e possibilità di conferimento che si sono dimostrate sbagliate e irreali, pensavamo e speravamo che la chiarezza avrebbe trionfato. Invece no. I cittadini e le imprese sono andate in ferie e sono tornati con gli stessi dubbi.



