'Non essendo solito giudicare l’impegno altrui, non voglio scadere nell’errore di molti che, il giorno dopo le elezioni, diventano politologi di successo che fin dal primo giorno avevano la verità in tasca. No. Per questo non ho intenzione di lanciarmi in super-analisi sul risultato della coalizione, sul candidato sindaco, sugli alleati, ma vorrei soffermarmi sul risultato di Forza Italia ed il mio in particolare. Per quanto riguarda me, c’è poco da dire, in politica si vince e si perde, sia pure per una manciata di preferenze (del resto nel calcio è un gol a fare la differenza) ed io ho perso'.
Così Lorenzo Rizzo, segretario dei Giovani di Forza Italia e candidato di Forza Italia in Consiglio comunale a Modena analizza con onestà l'esito elettorale. Un esito che lo ha visto restare fuori dal Consiglio comunale con 123 preferenze dietro a Piergiulio Giacobazzi, eletto con 143 preferenze e Anna Maria Bonaccini e Dario Franco, 124 preferenze ciascuno.
'Ringrazio chi ha voluto darmi fiducia, magari votando un partito che non li rappresenta più da tempo o che mai li ha rappresentati, credo che sia il segnale più bello che possa aver ricevuto e che più mi rincuora e che mi dà speranza: il sapere di essere stimato al di là dei simboli di partito e che qualcuno ancora voti la persona e non il loghino. Votare oggi Forza Italia è sempre più difficile, non serve un esperto in statistica per capirlo, come non serve un’analisi approfondita per capire che anche a Modena, si è sofferto sull’ondata del dato nazionale. Quello che più mi dispiace è vedere colleghi di partito continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno quando è chiaro che l’ultima goccia è defluita ormai da tempo. Non è più il tempo di passerelle ed applausi, ma di autocritica che per troppo tempo è mancata, conducendo Forza Italia ad essere l’unico partito di centrodestra e dell’opposizione a perdere voti dimezzandoli rispetto ad un anno fa'.
Rizzo (FI): 'In politica si vince e si perde, io stavolta ho perso'
E poi la critica al partito: 'Non è più il tempo di passerelle ed applausi, ma di autocritica che per troppo tempo è mancata'
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