Nell'ultima giornata di consultazioni per il presidente incaricato Mario Draghi è arrivato il sì ufficiale della Lega al nuovo Governo e, di fatto, al commissariamento dell'Italia da parte dell'Europa della quale Draghi è stato presidente della Banca Centrale. Scontato anche il sì dei 5 Stelle i quali - a parte Di Battista - hanno fatto l'ennesima capriola rispetto alle dichiarazioni di pochi giorni fa.
“Noi siamo a disposizione. L’abbiamo detto al professor Draghi. Siamo la prima forza politica del Paese - ha detto Matteo Salvini dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi -. E’ stato mezz’ora di confronto interessante e stimolante sull’idea di Italia che per diversi aspetti coincide. Al centro c’è stato il tema dello sviluppo, della crescita dei cantieri. Noi non abbiamo posto condizioni, nè veti su persone, nè su idee o movimenti. Con Mario Draghi c’è una sensibilità comune: difesa del’ambiente ma senza ideologie”.
Sembrano lontanissimi i tempi in cui la Lega di Salvini attaccava l'alter ego di Draghi, Mario Monti, e si scagliava con una violenza verbale unica contro Elsa Fornero. Ora anche il Carroccio acconsente al fatto che l'Italia merita un amministratore di sostegno per gestire i fondi europei.


