La richiesta arriva in un contesto in cui la vicenda, già al centro dell’attenzione pubblica da mesi, continua a muoversi su due piani distinti. Sul fronte giudiziario prosegue l’indagine della Guardia di Finanza, che al momento vede indagato un solo dipendente accusato di aver effettuato in cinque anni più di 800 bonifici su conti diversi da quelli legati alle attività dell'ente, passando di fatto inosservato agli organismi di controllo. Sul piano politico, invece, resta aperto proprio il tema dei controlli interni alla Fondazione e del ruolo degli organi di indirizzo, composti da membri di nomina pubblica e chiamati a garantire la supervisione dell’ente.
Nella mozione, i consiglieri richiamano gli articoli dello Statuto che regolano la redazione e l’approvazione del bilancio consuntivo, sottolineando come il Consiglio di amministrazione debba predisporlo entro il 31 marzo e trasmetterlo al Collegio dei Revisori, e come il Consiglio di indirizzo sia tenuto ad approvarlo entro il 30 aprile dopo aver esaminato la relazione dei Revisori. Una catena di controlli che, secondo l’opposizione, avrebbe dovuto consentire l’individuazione tempestiva di eventuali anomalie. Da qui la necessità di chiarire se tali meccanismi abbiano funzionato e quale ruolo abbiano avuto i componenti degli organi di governo e di indirizzo, incluso Zanni.
Per supportare la loro richiesta di informazioni ufficiali in Consiglio, citano inoltre quanto avvenuto nel Comune di Modena, dove il sindaco Massimo Mezzetti, rispondendo in Consiglio a un’interrogazione sul caso, ha definito l’accaduto “di assoluta gravità” e ha riferito di essere stato costantemente aggiornato dal presidente della Fondazione. In sostanza per l’opposizione di San Cesario, questo precedente dimostra che un’informazione puntuale da parte dell’amministrazione verso il Consiglio comunale è non solo possibile, ma doverosa: se a Modena il sindaco ha ritenuto necessario riferire pubblicamente, sostengono i firmatari, lo stesso principio deve valere anche per San Cesario.
La decisione spetta ora al Consiglio Comunale di San Cesario chiamato ad approvare o meno la richiesta.
Nella foto, il CDA della Fondazione di Modena, con Valerio Zanni,




