Caro direttore,
Scrivo questa lettera per esprimere il mio profondo disappunto rispetto a quanto sta emergendo in merito allo scandalo che coinvolge la Fondazione di Modena e l’Amo, e soprattutto per evidenziare un aspetto che ritengo ancora più grave dei fatti stessi: la sistematica capacità di una certa area politica di autoassolversi, qualunque cosa accada.
Non è solo la vicenda giudiziaria a destare preoccupazione, ma il contesto che la circonda. Colpisce infatti come, nonostante le indagini in corso, gli stessi protagonisti restino saldamente al proprio posto, protetti da una rete politica e relazionale che appare più interessata a difendere se stessa che a garantire trasparenza e responsabilità. Un vero e proprio “cordone sanitario” che finisce per svuotare di significato ogni principio di 'accountability'.
Viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe accaduto se episodi analoghi avessero coinvolto esponenti di segno politico opposto. È difficile non immaginare reazioni ben più dure, mobilitazioni pubbliche e una pressione mediatica decisamente maggiore. Questa disparità di trattamento alimenta un senso diffuso di sfiducia e di ingiustizia.
Ancora più sconcertante è la ricorrenza di situazioni simili: casi di presunta corruzione, opacità nella gestione di enti, ambiguità nel mondo del volontariato e delle politiche sociali che, pur emergendo ciclicamente, raramente producono conseguenze concrete sul piano politico.
I protagonisti restano al loro posto, come se nulla fosse.Tuttavia, la responsabilità non può essere attribuita esclusivamente alla classe dirigente. Esiste anche un problema culturale e civico. Una parte significativa della cittadinanza continua a sostenere e premiare determinati gruppi di potere, mostrando una preoccupante indifferenza o, peggio, una forma di complicità. Le spiegazioni possibili sono due: o non si coglie davvero la gravità di certe vicende, oppure si è inseriti, direttamente o indirettamente, in quel sistema di relazioni e benefici che ne garantisce la sopravvivenza.
In questo contesto, Modena sembra purtroppo rappresentare un caso emblematico. Una città che, anziché interrogarsi su queste dinamiche, appare spesso rassegnata — quando non apertamente indulgente — nei confronti di chi detiene il potere.
Ritengo che il ruolo della stampa locale sia oggi più che mai fondamentale: informare, approfondire, ma anche stimolare un dibattito pubblico serio e privo di reticenze. Solo attraverso un confronto aperto e onesto sarà possibile restituire credibilità alle istituzioni e fiducia ai cittadini.
Confido quindi che vorrete dare spazio a queste riflessioni, nell’interesse della trasparenza e della qualità della vita democratica del nostro territorio.
Cordiali saluti
Donatella Mastropaolo



