'Dopo qualche giorno di silenzio, probabilmente legato al Referendum e alle prevedibili reazioni, torna al centro dell’attenzione la vicenda della Fondazione di Modena, anche alla luce delle dichiarazioni del sindaco di Sassuolo, Mesini. Il sindaco, rispondendo all’interrogazione del consigliere Capezzera (Forza Italia), ha dichiarato di non aver richiesto chiarimenti formali, sostenendo che il Comune di Sassuolo disponga soltanto del diritto di designazione di un rappresentante nel Consiglio di indirizzo'. A parlare è Matteo Ciaccia, segretario Partito Liberaldemocratico di Modena.
'È però proprio il Consiglio di indirizzo l’organo che, ai sensi dell’art. 10 dello statuto, può deliberare un’eventuale azione di responsabilità. Nonostante ciò, tutto lascia pensare che anche questa possibilità resterà inascoltata. All’interno della maggioranza modenese, l’unica voce chiara è stata quella del consigliere Paolo Balestrazzi, repubblicano eletto nelle file di Azione, che ha invocato le dimissioni, definendole “un atto che chiunque abbia un minimo di dignità dovrebbe compiere” - ricorda Ciaccia -. Ciò che emerge con forza da questa vicenda è una preoccupante assenza di senso di responsabilità morale nella gestione della cosa pubblica. Sembra affievolirsi sempre più la consapevolezza del peso che certi incarichi comportano, lasciando spazio all’idea che il ruolo sia mantenuto per inerzia, se non per diritto acquisito. Il passo indietro che ogni cittadino riterrebbe naturale in una situazione simile non solo non avviene, ma non viene nemmeno favorito da chi avrebbe gli strumenti per renderlo possibile'.
Nella foto il presidente Tiezzi della Fondazione di Modena insieme al sindaco di Sassuolo Mesini
'Scandalo Fondazione di Modena, assenza di senso di responsabilità morale nella gestione della cosa pubblica'
Matteo Ciaccia: 'Manca consapevolezza del peso che certi incarichi comportano, passa l’idea che il ruolo sia mantenuto per inerzia se non per diritto acquisito'
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