Una realtà prospettata che è ancora ben lontana da quella verificata. Anche solo questa mattina. L'immagine di piazzale San Francesco è emblematica di una serie di problematiche sorte e non risolte che si intrecciano. E non solo hanno a che fare con la tipologia di raccolta ma anche con il caos creato, agli occhi e alle orecchie degli utenti, da informazioni e di azioni, da parte di Hera, apparentemente contradittorie o comunque non rispondenti a quanto previsto da Hera stessa. In San Francesco i cassonetti non solo non sono spariti come affermato e previsto, ma si sono addrittura moltiplicati in tutte le loro tipologie. Grandi, piccoli, e medi, di varie tipologie. Insieme alle strutture mai rimosse del fallimentare impianto di raccolta rifiuti con stoccaggio interrato. Ed è così che anche il piazzale che doveva nuovamente diventare, con la rimozione delle strutture del vecchio impianto interrato, un salotto urbano, è oggi peggio di ieri, molto peggio.
In termini di impatto ambientale e visivo. Una sorta di isola ecologica con una decina di cassonetti soggetta a trasformarsi quasi quotidianamente, come più volte hanno documentato anche i lettori, in una discarica a cielo aperto con il conferimento, in quell'area, dei rifiuti. Perché, e qui sta un altro effetto collaterale del caos nell'applicazione del nuovo sistema porta a porta e di informazioni discoranti, gli utenti tendono a conferire i rifiuti nelle aree in cui i cassonetti ci sono ancora e sono utilizzabili, come se il porta a porta non fosse mai introdotto.
Gi.Ga.



