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Sanità, c'è la delibera di Altini: Scandiano e Sassuolo verso l'integrazione. Ma il timore è che il 'fare rete' nasconda tagli

Sanità, c'è la delibera di Altini: Scandiano e Sassuolo verso l'integrazione. Ma il timore è che il 'fare rete' nasconda tagli

La delibera istituisce un gruppo di lavoro, coordinato dai direttori dei Distretti di Scandiano e Sassuolo, incaricato di elaborare proposte. Ecco i nomi


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'Integrazione' è la parola chiave della delibera 331 approvata ieri e firmata al direttore generale Ausl Mattia Altini. Un documento che mette in relazione le Ausl di Reggio Emilia e Modena per i territori di Scandiano e Sassuolo.

Un termine che, in sanità, può significare cose molto diverse. Può voler dire mettere in comune competenze, professionalità e servizi per offrire ai cittadini una rete più efficiente. Ma può anche tradursi, nel nome della razionalizzazione, nella concentrazione delle attività e nella riduzione delle sovrapposizioni tra strutture.

La delibera non annuncia chiusure né tagli, ma avvia un percorso che riguarda direttamente la futura organizzazione dell'offerta sanitaria nei due territori. Del resto il tempismo non può passare inosservato: l'Ausl di Modena è impegnata nel riordino della propria offerta assistenziale, mentre Reggio Emilia sta lavorando al nuovo Piano Attuativo Locale e valuta l'adeguamento e la futura configurazione dell'ospedale di Scandiano.

È in questo scenario che nasce il progetto comune tra i due distretti, descritti nella delibera come un territorio già fortemente integrato dal punto di vista sociale e della mobilità dei cittadini.

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Il problema è capire cosa significha concretamente questa integrazione per chi ha bisogno di curarsi.

Gli ambiti individuati sono numerosi: geriatria e riabilitazione, lungodegenza, chirurgia a bassa e media complessità, neuropsichiatria infantile, percorso nascita, emergenza-urgenza, Centrali operative territoriali, sistemi informativi e dimissioni protette.

La delibera parla di “reciprocità dell'offerta” e di valorizzazione delle vocazioni già esistenti nei due presidi. Ma proprio questa formulazione lascia aperta la questione più delicata: quali attività resteranno a Scandiano e quali a Sassuolo? Specializzare le strutture può significare migliorare l'organizzazione, ma può anche significare che una prestazione oggi disponibile in un determinato territorio venga concentrata altrove.

La delibera istituisce un gruppo di lavoro (foto sopra), coordinato dai direttori dei Distretti di Scandiano e Sassuolo, incaricato di elaborare proposte. Potranno essere creati anche sottogruppi dedicati ai singoli temi. Il vero banco di prova saranno dunque i prossimi atti: quanti servizi verranno aggiunti, quali saranno potenziati e quali, eventualmente, concentrati in uno dei due territori.

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