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Sanità privata in sciopero: lunedì presidio a Villa Igea

Sanità privata in sciopero: lunedì presidio a Villa Igea

Sciopero regionale di CGIL CISL UIL funzione pubblica. Il contratto è scaduto da oltre 10 anni. Riguarda 700 professionisti attivi in 7 grandi strutture della provincia


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Con #temposcaduto CGIL CISL e UIL funzione pubblica hanno lanciato oggi in rete e presso il quartier generale della CGIL di Piazza Cittadella a Modena lo sciopero regionale per l'intera giornata di lunedì 28 gennaio.
Riguarderà oltre 700 lavoratori e lavoratrici della sanità privata per rivendicare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da 12 anni. Presidi territoriali saranno attivati in tutte le province. 'A Modena - ricorda Patrizia de Cosimo della Uil funzione pubblica - il presidio si terra dalle 9:30 alle 11:30 davanti alla casa di cura accreditata Villa Igea dove sono attesi oltre 100 tra lavoratrici e lavoratori'.

La mobilizzazione coinvolge oltre 7500 occupati nel settore della sanità privata a livello regionale, circa 700 in provincia di Modena. Un settore che gestisce il 25% dei posti letto pubblici generando oltre 730 milioni di fatturato (dati Aiop).
A Modena gestiti in 7 strutture sanitarie accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste l'Hesperia Hospital, Casa di Cura Villa Igea, Casa di Casa di di Cura Fogliani, ospedale Villa Rosa, Poliambulatorio Chirurgico Modenese e Villa Pineta di Gaiato di Pavullo.

La categorie dei lavoratori coinvonti sono infermieri, personale tecnico sanitario, operatori socio sanitari, amministrativi.
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Impiegati nelle strutture nelle quali vengono applicati i contratti nazionali di Aris (Associazione religiosa istituti socio sanitari è di Aiop (Associazione Italiana ospedalità privata). 'Si tratta di un settore - ha affermato Chiara Malagola della CGIL funzione pubblica,  il cui contratto di lavoro scaduto nel 2007. Da allora i dipendenti non hanno avuto nessun aumento economico e nessun riconoscimento professionale malgrado sia evidente come queste aziende garantiscono prestazioni pubbliche ai cittadini attraverso il fondamentale lavoro di infermieri tecnici operatori socio sanitari e personale amministrativo'

'Una situazione grave - ha affermato il referente Uil Funzione Pubblica Giuseppe Belloni - nonostante il mercato della salute e le aziende in questione presentino bilanci tutt'altro che in passivo, garantiti anche dalla certezza della committenza pubblica. Per questo il rifiuto del rinnovo del contratto è oggi inaccettabile. Così come lo è il fatto che negli ultimi anni è quasi sempre mancato il doveroso riconoscimento della produttività ai dipendenti che oggi rivendicano un giusto salario e la valorizzazione del personale e delle loro funzioni professionali'.

CGIL CISL e Uil respingono la posizione delle aziende che vorrebbero prima avere aumenti sulle tariffe dell'accreditamento per poi riconoscere l'aumento ai lavoratori.  'Gli utili evidenziati dalle aziende - affermano i sindacati -  ad oggi non evidenziano alcune crisi del settore'

' Inoltre,
chiudono i rappresentanti della triplice sindacale, In questi anni le aziende non si sono fermate alla riorganizzazione, con turni sempre più intensivi è sempre maggiore flessibilità, delle strutture, ma hanno chiesto ulteriori sforzi agli agli operatori e professionisti che si sono visti anche caricare gli ulteriori oneri economici come l'obbligatorietà dell'iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione obbligatoria professionale per colpa grave . Che si è tradotto in un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato ma che deve recuperare il potere di acquisto, senza contare il danno di natura previdenziale sulle future pensioni'
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