I soldi dei modenesi sono spariti e all'orizzonte non vi sono segnali di una loro restituzione. Il sindaco Massimo Mezzetti pochi giorni fa ha coraggiosamente allargato la platea dei soggetti responsabili: dalla ex dipendente passando per l'ex direttore Daniele Berselli fino ad arrivare all'ex amministratore unico di Amo ed ex segretario Pd, Stefano Reggianini. Parole che subito hanno suscitato la reazione stizzita del Pd che, attraverso il capogruppo Diego Lenzini, ha ribadito il mantra del 'bravo Reggianini che è stato il primo a denunciare', dimenticando - come sottolineato da Mezzetti - che la denuncia è giunta due mesi dopo la scoperta dell'ammanco.
Ma, in attesa che la magistratura coi suoi tempi faccia chiarezza, ci sono alcune domande che i nuovi vertici della Agenzia per la mobilità di Modena potrebbero chiarire fin da subito, proprio in chiave della trasparenza promessa ai modenesi. Ovviamente nelle settimane scorse le abbiamo poste ad Amo, ma al momento non abbiamo ottenuto risposta.
Ecco quindi in sintesi le 10 questioni in sospeso. Quando e se otterremo risposta ne daremo conto ai nostri lettori.
La prima domanda riguarda il decreto ingiuntivo. L'amministratore unico Andrea Bosi, insieme all'avvocato Giulio Garuti (lo stesso che ha firmato la querela insieme a Reggianini) ha detto di aver ottenuto dal giudice un decreto ingiuntivo. Ma non essendo provvisoriamente esecutivo, il ricorso (che ci risulta già depositato) della ex dipendente bloccherà tutto. Se così stanno le cose, quando verosimilmente si pensa di poter recuperare il denaro? Qualora il denaro contestato alla dipendente non dovesse essere nella sua disponibilità, su chi si rivarrà Amo per ottenere i soldi?
La seconda domanda riguarda i circa 50mila euro di ammanco non imputabili direttamente alla ex dipendente ma alle operazioni bancomat di Reggianini. E' stata fatta già una azione per riottenerli?
La terza domanda è connessa alla precedente. I soldi prelevati allo sportello di Reggianini per cosa venivano usati? Perché i rimborsi in base ai bilanci sono a zero? Perchè i viaggi e le spese di missione non vengono evidenziati nella nota integrativa?
La quarta domanda riguarda il direttore Berselli. Verso di lui l'amministratore unico attuale ha mosso contestazioni durissime alle quali è seguito un licenziamento in tronco. Perché all’ex amministratore Reggianini non sono state rivolte accuse simili? Che differenza di responsabilità pensa vi è tra l’operato di Berselli e quello di Reggianini?
La quinta domanda riguarda la successione di Berselli.
La sesta domanda è strettamente politica. Il Pd ha difeso in modo totale l’operato di Reggianini, addirittura applaudendolo alla Festa Pd. L'amministratore unico Amo, da iscritto Pd, si sarebbe unito a quell’applauso?
La settima domanda riguarda la libertà di azione dell'amministratore unico stesso. Bosi si sente libero nel suo operato rispetto all’approccio ultradifensivista del Pd nei confronti di Stefano Reggianini?
La ottava domanda riguarda le accuse di irregolarità mosse dalla dipendente e segnalate a fine aprile al collegio sindacale. Cosa segnalò la donna?
La nona domanda riguarda il bilancio Amo. Nonostante i due esposti alla Corte dei conti e i procedimenti disciplinari, ad oggi Amo non ha mai contestato il falso in bilancio. La contabilità alla luce dell’ammanco regge?
La decima domanda riguarda un tema sollevato anche da Mezzetti in Consiglio comunale. Che ruolo ha avuto la lettera della Agenzia delle entrate sulle anomalie Iva giunta ad Amo nel fare scoppiare il caso, ricordiamo che è arrivata esattamente il giorno prima della scoperta dell’ammanco.
Giuseppe Leonelli



