'Il 30 aprile – spiegano – è il collegio sindacale a scrivere all’amministratore unico Reggianini e al direttore Berselli, dichiarando di essere venuti a conoscenza, grazie a una dipendente, di negligenze e/o irregolarità e/o errori e/o omissioni nelle scritture contabili della società e quindi di criticità conseguenti anche nella stesura del bilancio. Tale denuncia sarebbe avvenuta attraverso telefonate a due dei tre membri del collegio sindacale'.
'Pochi minuti dopo la lettera del collegio sindacale, Reggianini convoca, sempre per mail, gli stessi membri per il 6 maggio per fornire risposte. Ci sono effettivamente state? - sì interrogano Platis e Tirabassi -. Sta di fatto che i chiarimenti al collegio non sarebbero arrivati almeno fino al 21 maggio, data in cui il collegio sollecita nuovamente e formalmente l’amministratore unico e il direttore a dare riscontro alla richiesta del 30 aprile. Una tempistica che solleva non poche perplessità su come la vicenda sia stata gestita internamente. Chi sapeva cosa, e quando? Questo fatto aggiunge nuove ombre alla versione pubblica decantata da Amo e mette in luce un ruolo attivo di un dipendente che denuncia, a sua volta, presunte difformità. Sta di fatto che questa discrepanza rafforza ulteriormente la necessità di fare gestire la vicenda ad un organo tecnico e indipendente'.



