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Scandalo Amo, nuovo colpo di scena: 'Il collegio sindacale tenuto all'oscuro fino al 21 maggio'

Scandalo Amo, nuovo colpo di scena: 'Il collegio sindacale tenuto all'oscuro fino al 21 maggio'

'E' il collegio sindacale a scrivere all’amministratore unico Reggianini e al direttore Berselli di essere venuti a conoscenza del problema non viceversa'


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Antonio Platis, vice coordinatore regionale di Forza Italia, e Antonio Tirabassi, coordinatore provinciale dei Seniores, danno notizia, in base a documenti in loro possesso, di un nuovo colpo di scena nel caso Amo. I due esponenti forzisti pongono l'accento su una possibile discrepanza nella catena di comunicazione tra la direzione aziendale, l’amministratore unico e il collegio sindacale. Stando alla loro ricostruzione non sarebbe vero - come comunicato da Amo - che 'dal 29 aprile, aMo ha proceduto a dare informazione riservata dell’accaduto, compatibilmente con il riserbo delle indagini legali in via di svolgimento, sia ai soci “di riferimento” che al Collegio Sindacale e al Revisore dei conti'.

'Il 30 aprile – spiegano – è il collegio sindacale a scrivere all’amministratore unico Reggianini e al direttore Berselli, dichiarando di essere venuti a conoscenza, grazie a una dipendente, di negligenze e/o irregolarità e/o errori e/o omissioni nelle scritture contabili della società e quindi di criticità conseguenti anche nella stesura del bilancio. Tale denuncia sarebbe avvenuta attraverso telefonate a due dei tre membri del collegio sindacale'.
'Pochi minuti dopo la lettera del collegio sindacale, Reggianini convoca, sempre per mail, gli stessi membri per il 6 maggio per fornire risposte. Ci sono effettivamente state?
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- sì interrogano Platis e Tirabassi -. Sta di fatto che i chiarimenti al collegio non sarebbero arrivati almeno fino al 21 maggio, data in cui il collegio sollecita nuovamente e formalmente l’amministratore unico e il direttore a dare riscontro alla richiesta del 30 aprile. Una tempistica che solleva non poche perplessità su come la vicenda sia stata gestita internamente. Chi sapeva cosa, e quando? Questo fatto aggiunge nuove ombre alla versione pubblica decantata da Amo e mette in luce un ruolo attivo di un dipendente che denuncia, a sua volta, presunte difformità. Sta di fatto che questa discrepanza rafforza ulteriormente la necessità di fare gestire la vicenda ad un organo tecnico e indipendente'.
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