In queste ore il via dell’azione di responsabilità civile avviata dall’assemblea dei soci dell’Agenzia per la Mobilità, verso i ruoli apicali dell’agenzia stessa per il recupero delle somme distratte in caso di impossibilità della dipendente accusata di adempiere, ha portato l’attenzione su chi, nel caso della Fondazione Modena, potrebbe, attivarsi per una analoga azione attraverso il Consiglio di Indirizzo. Del resto il recupero del milione e più di euro finito in maniera fraudolenta dai conti delle Fondazione su 8 conti privati (compreso quello del dipendente infedele per ora unico indagata), non è per nulla scontato, nonostante il cauto ottimismo espresso dal Presidente Tiezzi nell’ultima conferenza stampa. Il Consiglio di Indirizzo nel proprio ruolo di garanzia rispetto al patrimonio della Fondazione, potrebbe avviare una azione di responsabilità nei confronti dei ruoli apicali. Nel caso della Fondazione, come specificato nello statuto, nei confronti del CDA e del Consiglio di Revisori. Parliamo di sistemi di controllo interni (che comprendono anche l'Organismo di Vigilanza) che per cinque anni non sono stati oggettivamente in grado di rilevare una distrazione sistematica di fondi, per più di un milione di euro, avvenuta attraverso più di 800 bonifici disposti a destinatari altri rispetto a quelli ai quali avrebbero dovuto essere indirizzati.
Una distrazione talmente ampia ed endemica di fronte alla quale anche la tesi ‘della volontà fraudolenta unita alla sofisticazione informatica nei meccanismi con cui si svolgevano le operazioni’, sostenuta anche dal direttore generale in risposta alla nostra domanda, per motivare il fatto di non essersi accorto di nulla, potrebbe non bastare a escludere una responsabilità oggettiva, anche se non diretta. E quindi una azione di responsabilità nei confronti del CDA e degli organismi di Vigilanza. Il Consiglio di Indirizzo potrebbe valutare se la prolungata e mancata segnalazione di operazioni fraudolente configuri una violazione del dovere di vigilanza, rendendo l'azione di responsabilità un atto quanto meno opportuno, se non dovuto, per il recupero delle somme nel caso in cui il recupero stesso non fosse possibile attraverso l’azione nei confronti dei responsabili.
Il Consiglio di Indirizzo, in quanto organo di garanzia della Fondazione, sarebbe chiamato a valutare se la 'diligenza professionale' richiesta a chi amministra milioni di euro di risorse collettive sia stata effettivamente esercitata.
Qualora il Consiglio di Indirizzo (che lo ricordiamo è composto da 19 componenti tra cui il presidente), decidesse di non agire nonostante l'evidenza del danno, e, nel caso specifico, della oggettiva inadeguatezza nell’efficacia dell’attività di vigilanza, il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) potrebbe intervenire con i propri poteri di vigilanza, sollecitando l'azione o, nei casi più gravi, avviando la procedura di scioglimento degli organi inadempienti. Del resto è proprio dall’esterno, e non dall’interno, che sarebbero arrivati anche i primi alert su operazioni sospette che dal luglio 2025 hanno portato agli approfondimenti della Guardia di Finanza sfociati poi nei risultati delle indagini resi note alla metà dell’ottobre successivo, ovvero all’evidenza di un ammanco salito dagli oltre 850.000 euro dichiarati dalla Guardia di Finanza, all’oltre 1,1 milioni di euro accertati dalla società esterna di revisione e ufficializzati, 5 mesi dopo, nella conferenza stampa dei giorni scorsi.
Conferenza nella quale il presidente Tiezzi si è impegnato a garantire, nel rispetto del riserbo delle indagini, aggiornamenti rispetto alle azioni relative al tentativo di recuperare le somme sottratte.
Gi.Ga.
Nella foto, il CDA della Fondazione di Modena



