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'Scandalo Fondazione di Modena, presidente Tiezzi si dimetta: a tutela dell'ente stesso'

'Scandalo Fondazione di Modena, presidente Tiezzi si dimetta: a tutela dell'ente stesso'

'La credibilità di un’istituzione non si difende solo in tribunale o nelle dichiarazioni ufficiali, ma anche attraverso segnali chiari e comprensibili'


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'Caro presidente Tiezzi, le sue dimissioni rappresenterebbero non un giudizio sulla Sua persona, ma una scelta a tutela dell’ente'. Così in una lettera aperta al presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi, si esprime Bruno Rinaldi, segretario provinciale di Popolo e Libertà Modena, il partito guidato da Carlo Giovanardi. Una richiesta che si inserisce nello scandalo dell'ammanco milionario dalle casse dell'ente.

Ecco la lettera integrale.

Egregio Presidente,

mi rivolgo a Lei con rispetto istituzionale e con il senso di responsabilità che si deve quando si parla di un ente che rappresenta, nel nostro territorio, non solo un presidio finanziario, ma un punto di riferimento culturale, sociale e morale per l’intera comunità modenese.

La Fondazione di Modena non è una realtà qualunque. Essa custodisce risorse, progetti, aspettative e, soprattutto, fiducia. Una fiducia costruita nel tempo, attraverso l’impegno verso il mondo del volontariato, della cultura, dell’istruzione, della ricerca, dell’associazionismo. Una fiducia che costituisce il vero capitale della Fondazione, ben più rilevante delle sue disponibilità patrimoniali.

Proprio per questo, quanto accaduto nelle ultime settimane, al di là delle valutazioni strettamente giuridiche e delle eventuali responsabilità personali che saranno eventualmente accertate nelle sedi opportune, assume una dimensione che va oltre il diritto. Ha una rilevanza politica, istituzionale e comunicativa.

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E quando si parla di istituzioni che operano in nome e per conto della comunità, la dimensione della percezione pubblica non è un dettaglio secondario, ma parte integrante della sostanza.

Non si tratta, dunque, di invocare dimissioni come gesto punitivo o come ammissione implicita di colpa. Non è questo il punto. Il punto è la tutela del rapporto fiduciario tra la Fondazione e la comunità che essa serve. Quando questo rapporto viene incrinato, anche solo sul piano dell’immagine, il primo dovere di chi ricopre una carica apicale è interrogarsi non su ciò che è legittimo fare, ma su ciò che è opportuno fare.

L’opportunità, in questi casi, non è debolezza. È forza istituzionale. È capacità di anteporre l’ente alla persona, il bene collettivo al ruolo individuale. Se davvero il buon nome della Fondazione è il valore primario da preservare, allora le dimissioni non rappresentano una resa, ma un atto di trasparenza e di responsabilità. Un gesto che rimette al centro l’istituzione e consente di ricostruire con maggiore serenità quel clima di fiducia che oggi appare inevitabilmente offuscato.

La credibilità di un’istituzione non si difende solo nelle aule di tribunale o nelle dichiarazioni ufficiali, ma anche attraverso segnali chiari, comprensibili, inequivocabili.

In una fase in cui l’opinione pubblica è sempre più sensibile ai temi dell’etica pubblica e della coerenza tra parole e comportamenti, la scelta di fare un passo indietro può trasformarsi in un atto di alto profilo morale.

La Fondazione di Modena ha una storia importante e un ruolo centrale nello sviluppo del territorio. Proprio per questo merita di essere messa al riparo da ogni ombra, da ogni sospetto, da ogni elemento che possa, anche indirettamente, comprometterne l’autorevolezza. Le istituzioni sopravvivono alle persone, ma la loro reputazione può essere segnata in modo duraturo se non si interviene con decisione nei momenti critici.

In questo senso, le dimissioni rappresenterebbero non un giudizio sulla Sua persona, ma una scelta a tutela dell’ente. Un atto che riaffermerebbe un principio semplice e fondamentale: chi guida un’istituzione lo fa finché la sua permanenza rafforza, e non indebolisce, il legame tra l’istituzione stessa e la comunità.

Con l’auspicio che prevalga sempre l’interesse superiore della Fondazione e della città di Modena,

Le porgo distinti saluti.

Bruno Rinaldi - segretario Popolo e libertà

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