'Eppure, nello scandalo AMO, per una malversazione di entità quattro volte inferiore l’apparato amministrativo e i controllori sono stati ben rosolati per lungo tempo sulla graticola pubblica fino al loro doveroso allontanamento e sostituzione. Mi unisco al sindaco Mezzetti chiedendo dove siano spariti i solerti e rumorosi censori di AMO, che sul grave e analogo fatto accaduto in Fondazione di Modena sembrano essersi volatilizzati. Non credo possa essere dovuto al fatto che la Fondazione di Modena sia un ente che eroga generosamente contributi a pioggia (e anche su questo ci sarà da dire). Sarebbe squalificante - continua la Modena -. In ogni caso, l’accaduto in Fondazione di Modena deve avere l’identico trattamento subito da AMO. Vi è una indagine giudiziaria in corso con ammissione di colpevolezza e coloro che in Fondazione hanno tradito il mandato, fallendo nella gestione di denaro della collettività, cosa che imporrebbe sensibilità e standard etici più elevati di quelli aziendali privati, non possono continuare a fare il bello e il cattivo tempo. Devono sgombrare il campo con volontarie dimissioni. La portata di risorse sottratte al bene comune (cultura, ricerca, welfare, sviluppo locale) e i tempi prolungati delle sottrazioni (2020-2025) hanno implicazioni morali e politiche dirette e immediate sugli amministratori e i controllori dei fondi, i quali, pur in assenza di dolo, non possono sottrarsi all’assunzione di responsabilità di omessa o scarsa vigilanza, che ha prodotto un notevole danno erariale e quindi dimettersi. In mancanza di ciò, spetterebbe al Consiglio di Indirizzo revocare i compiti amministrativi loro assegnati in precedenza per allontanare ogni sospetto di possibili interferenze e inquinamenti delle indagini in corso'.
'Inutile la richiesta d’intervento di qualche ministero.

