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Scuola dell'infanzia a Modena, un perfetto modello di liberismo

Scuola dell'infanzia a Modena, un perfetto modello di liberismo

Un sistema che ricorda molto da vicino quello, tanto vituperato dalla nostra sinistra, della sanità americana. Domani si conclude la raccolta firme


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Ho già trattato in diverse occasioni il tema di come la struttura del sistema dell’infanzia modenese sia un fattore di iniquità, di esclusione e di ampliamento delle disuguaglianze. In questi giorni, si tiene a Modena un convegno di due giorni sul sistema Zerosei, con la prima giornata di apertura rigorosamente ad invito; ecco come viene presentato dall’ufficio stampa del Comune.

“Modena Zerosei Costruire futuro”, che unisce i protagonisti del sistema educativo integrato di Modena per rilanciare la centralità dell’educazione in una prospettiva di sostenibilità, qualità e innovazione, si presenta con una due giorni rivolta a educatori, insegnanti e alla città intera. (???) Si parte venerdì 9 con l’assemblea plenaria dedicata a “Il valore del sistema integrato”: dopo i saluti del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e dell’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi interverranno Arianna Saulini di Save the Children (???) e Stefania Bigi della Commissione per il Sistema integrato di Educazione ed Istruzione. La mattinata di sabato 10 sarà dedicata ad approfondimenti rivolti al personale in servizio presso nidi, servizi integrativi e scuole dell'infanzia della città.

Sicuramente, non si parlerà delle iniquità, esclusioni e disuguaglianze che il sistema modenese produce ed amplifica; un sistema che ricorda molto da vicino quello, tanto vituperato dalla

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nostra sinistra, della sanità americana: scuole d’elite per i ricchi (di centro, di destra e di sinistra) contenti di stare tra di loro, buone scuole per il ceto medio e scuole ghetto per gli altri. E, sia chiaro ancora una volta, non è la qualità degli educatori che fa la differenza. E non si intende nemmeno attaccare la libera scelta delle famiglie, né la libera iniziativa delle scuole religiose e non, la cui attività è garantita dalla costituzione. Si vuole semplicemente garantire a tutti pari opportunità di accesso come accade alle elementari, alle medie e alle superiori dove la quasi totalità degli alunni frequenta la statale (gratuita), ma non è impedito a chi vuole, frequentare le (più o meno costose) scuole private; tutto qui; è così rivoluzionario?

Proprio per contrastare questa preoccupante deriva liberista del modello modenese, dopo la consegna di 61 firme, avvenuta il 7 settembre e il positivo riscontro di ammissibilità, domani, sabato 10 ottobre, dalle 10 alle 12, nel piazzale antistante il supermercato Unes e il bar Giulia, in via Allegri, saremo presenti per l’ultima giornata raccolta di firme con lo slogan: 'Bambini disuguali?

No grazie'.

Si ricordano i principali punti della petizione:
- equità di accesso a tutti i bambini modenesi indipendentemente dalla loro condizione economica.
- risparmio, per il Comune, di circa 300.000 euro il primo anno, di 600.000 il secondo, di circa un milione il terzo e così via.
- superamento dello spezzatino dell’offerta educativa per la fascia 3/6 anni.
Ma intanto, come si suol dire, oggi pomeriggio, “ se la suonano e se la cantano….”, rigorosamente ad invito.

Franco Fondriest

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