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Se l'autogol di Salvini ricorda quello della Lega modenese

Se l'autogol di Salvini ricorda quello della Lega modenese

La Lega a Roma, come a Modena, ha pensato da partito chiuso e recintato, dimenticando di essere l'unica speranza di cambiamento al sistema di potere dominante


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Una premessa: mettere in discussione il leader politico che in un paio d'anni ha portato la Lega dal 3% al 30% è impossibile. Detto questo, che Salvini abbia fatto un clamoroso autogol aprendo questa crisi di Governo è ormai sotto gli occhi di tutti, anche dei suoi stessi ex ministri fidati che ora, pur costretti a fare buon viso a cattivo gioco, mugugnano contro il loro Capitano. Dimenticando di non essere solo il leader di un partito (partito con tanti difetti e come tutti chiuso e recintato), ma il simbolo dell'unica alternativa alla imperante 'dittatura del mainstream'.

La Lega nazionale ha consegnato in modo incredibile il Paese a un Pd che sembrava ormai alle corde, la cui credibilità era ormai (giustamente) sottozero e che era ad un passo dal cambiare nome e dall'approdare all'ennesima scissione. Invece Salvini ha fatto il miracolo. Ma stavolta al contrario. Ha resuscitato il Pd e ha regalato alla sinistra la rabbia un tempo senza etichette dei 5 Stelle i cui leader ora una etichetta ce l'hanno ed è quella della poltrona alla quale si sono incollati saldamente. E c'è da giurarci che questo matrimonio di convenienza (pur orribile al limite della pornografia agli occhi di molti elettori) durerà fino alla fine della legislatura.
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Durerà grazie a due motivazioni incredibili e complementari: la paura di perdere e la voglia di mantenere il potere. Con l'Europa dei poteri forti a benedire l'intesa, pur di scongiurare la minaccia (agli occhi di Bruxelles) sovranista.

Allora, a ben vedere, questo disastro a livello nazionale con la rinascita del Partito Democratico e dei suoi leader dati per politicamente spacciati (da Renzi a Prodi, da D'Alema a Fassino... ma anche Vaccari o Patriarca per restare sul locale), assomiglia molto al suicidio politico al quale la Lega modenese si è condannata (ma soprattutto ha condannato la città) pochi mesi fa.

Con la Lega nazionale al massimo splendore, con un governo della città criticato anche dalla sinistra stessa, il Carroccio locale è riuscito nel miracolo di non andare neppure al ballottaggio, non solo prima riconsegnando per altri 5 anni Modena a Muzzarelli ma abdicando poi al proprio ruolo di opposizione. Val la pena rimarcare che in questi 4 mesi e mezzo dal voto di maggio quello che è stato il candidato sindaco della Lega Stefano Prampolini non è mai intervenuto su nulla e il suo profilo Facebook è fermo ai ringraziamenti post voto.
Questa è la Lega Modena: l'opposizione allo strapotere Pd. Una Lega che ha regalato la città alla sinistra per l'ennesima volta, proprio come il Capitano Salvini ha incredibilmente regalato l'Italia al Pd per i prossimi 4 anni. Dimenticando, proprio come lo ha dimenticato Salvini a livello nazionale, di rappresentare una speranza di cambiamento non solo per i leghisti doc e per la nicchia di estrema destra, ma per tutti coloro che erano stanchi del potere dominante. Venendo meno a una responsabilità enorme.

Eli Gold
Foto dell'autore

Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul direttore della tes...   

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