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Se l'emergenza Covid viene trasformata dai sindaci nella corsa ai like

Se l'emergenza Covid viene trasformata dai sindaci nella corsa ai like

Il coronavirus non è un reality, i like non sono medicine e l'aumento dei follower non accelera l'individuazione di un vaccino


2 minuti di lettura

Ora si dirà 'non è il tempo delle polemiche'. Certo. Ma dietro al monito 'restiamo uniti' si inizia anche nella nostra provincia a sentire il vago olezzo della censura e della marginalizzazione di ogni voce discordante. Perchè se è vero che le polemiche sterili in questo momento drammatico appaiono in tutta la loro inopportunità, è pur vero che anche l'epica narrazione autocelebrativa da parte delle amministrazioni comunali stride. E provoca vaghi sensi di nausea.

Già, sui social di alcuni sindaci e addirittura con comunicati stampa, le amministrazioni pubbliche iniziano a lodare se stesse per l'incremento di follower che l'emergenza coronavirus ha comportato. Come influencer qualsiasi, primi cittadini e giunte (non tutti ovviamente) si beano dell'incremento di like alle loro pagine e si lasciano andare a post oggettivamente fuori luogo. Da novelli Ferragni ringraziano gli utenti web per il raggiungimento di ascolti record e invitano addirittura amici e conoscenti a seguire le dirette dimenticando, almeno per un attimo, che questi exploit sono legati a una tragedia disumana. Di fronte alla quale non vi è proprio nulla di cui gioire.

Succede per esempio a Carpi e succede a Modena, dove il Comune ieri ha fatto un comunicato stampa per esprimere soddisfazione poichè 'negli ultimi
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28 giorni, rispetto ai 28 precedenti, le visualizzazioni di video sulla pagina Facebook “Città di Modena” sono quasi raddoppiate, con un aumento del 91% (154.642), i commenti sono saliti del 41% (519) e le condivisioni del 63% (2.282), così come sono quasi 800 i nuovi follower di questi giorni che hanno portato a superare i 62 mila utenti che seguono la pagina
'. Letterale.



Una deriva di fronte alla quale neppure i quotidiani e i media, locali e non, sono al riparo (inguardabile il video dove l'editore del Corriere e de La7 Cairo si dice soddisfatto per l'incremento di pubblico in questa fase di emergenza), ma che nel caso di amministrazioni pubbliche è ancora più avvilente.
Tutto questo, ovviamente, nulla toglie al lavoro preciso e di informazione puntuale che i sindaci (a partire da quello di Carpi) stanno facendo per i loro cittadini attraverso questi canali, e neppure nulla toglie al lavoro messo in campo dai media per informare con puntualità sull'emergenza, ma bearsi dei successi di pubblico ottenuti, invitare amici e parenti a seguire le dirette, è a dir poco inelegante.
E lo diciamo anche a noi stessi, alla nostra Testata, se dovesse capitare di cedere a questa tentazione.
Il coronavirus non è un reality, i like non sono medicine e l'aumento dei follower non accelera l'individuazione di un vaccino.
Sono banalità, ma forse vale la pena ricordarle.

Giuseppe Leonelli
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

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