Polveri, NOx - Ossidi di Azoto, SOx - Ossidi di Zolfo, C.O.V. come Carbonio Organico Totale, CO - Monossido di Carbonio, Composti inorganici del Cloro gas/vapore, Composti inorganici del Fluoro gas/vapore, Ammoniaca,
Mercurio e suoi composti, Cadmio + Tallio - Cd + Tl , Metalli: Sb + Pb + Cu + Mn + V + Cr + Co + Ni + As e loro composti, Policlorodibenzodiossine + Policlorodibenzofurani + Policlorobifenili, PCDD + PCDF + PCB, Idrocarburi Policiclici Aromatici - IPA
Sono le principali sostanze che in continuo, pur con media orarie e giornaliere al di sotto dei limiti, escono dal camino dell'inceneritore. Un impianto, quello di via Cavazza Modena, tra i più grandi d'Italia, capace di inghiottire e incenerire quasi 30 tonnellate di rifiuti urbani e speciali ogni ora. Una grande quantità proveniente non solo dalla provincia di Modena ma anche da altre province della regione e, per quanto riguarda i rifiuti speciali, anche oltre. Ed è proprio su questi ultimi che nel report di luglio (l'ultimo a disposizione), relativo alla quanità di rifiuti conferiti nella bocca (anzi nelle bocche) dell'inceneritore emerge l'aumento più evidente: 38.732 tonnelate rispetto alle 27.954 dello stesso periodo gennaio luglio nel 2017.
Si tratta di una quantità importante di rifiuti speciali (dove troviamo per esempio quelli di derivazione anche industriale), tale soprattuto se posta in relazione al limite fissato a 50.000 tonnellate massime da conferire ogni anno.
E il ricorso ai rifiuti speciali, oltre che a quello delle altre province, è servito a questo: per compensare la graduale riduzione dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti in provincia di Modena e destinati all'inceneritore che per funzionare nella modalità e nelle quantità per le quali è stato programmato, ha bisogno, appunto, di essere alimentato in continuo ed in quantità.
E la dimostrazione di questo sistema sta
Ciò significa che i cittadini modenesi anziché essere premiati sul fronte del minore impatto ambientale derivante dallo sforzo fatto sul fronte della raccolta differenziata, e che dovrebbe portare ad una graduale diminuzione dei rifiuti inceneriti e alle emissioni, vengono penalizzati dall'aumento dei rifiuti bruciati e dall'aumento delle emissioni inquinanti
I dati raccolti definiscono la realtà di una provincia, quella di Modena, che pur virtuosa grazie ai suoi cittadini, sul fronte della raccolta differenziata, risulta ugualmente essere fortemente penalizzata dalla scelta politica dell'essere sede di uno degli inceneritore più potenti d'Italia e che, forse anche per questo risulta essere in assoluto tra le più inquinate di una regione che già di per sé risulta essere la più inquinata d'Italia.
Gianni Galeotti



