Tra i banchi del Partito Democratico in Assemblea Legislativa regionale si alza una presa di posizione netta sulle anticipazioni delle motivazioni riferite alla sentenza emanata nei giorni scorsi dal Tribunale di Modena sul duplice femminicidio Trandafir, madre e figlia assassinate dal marito dopo una storia di liti e violenze domestiche. Un femminicidio che il giudice, condannando l’assassino a 30 anni di carcere invece che all’ergastolo, avrebbe definito come “umanamente comprensibile”.
'Una espressione totalmente fuori luogo che ha suscitato incredulità e amarezza in chi si batte da sempre per la parità, per i diritti e la dignità delle donne e che rivela un retropensiero evidente derivante da un retaggio sia culturale che legislativo - così la pensano le presidenti di Commissione Maria Costi (Commissione Scuola Formazione Legalità) ed Elena Carletti (Commissione Parità e Cultura) -. Riteniamo che sia inaccettabile la definizione di ‘umanamente comprensibile’ per un femminicidio efferato che ha spezzato due vite, tra cui quella di una ragazza di vent’anni, commesso oltretutto davanti ad un minore. Per far sì che nessun retaggio o pregiudizio possa determinare attenuanti dove non ci sono, per un sistema di diritto che eviti qualunque sottovalutazione della violenza maschile sulle donne, rilanciamo la necessità di una formazione permanente di tutti gli operatori di giustizia e delle forze dell’ordine'.
Sentenza Montefusco, Pd contro il giudice: 'Incredulità e amarezza'
'Una espressione totalmente fuori luogo che ha suscitato incredulità e amarezza in chi si batte da sempre per la parità, per i diritti e la dignità delle donne'
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