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'Senzatetto nel parcheggio tra via Rossini e via Puccini: Comune tuteli minori coinvolti'

'Senzatetto nel parcheggio tra via Rossini e via Puccini: Comune tuteli minori coinvolti'

Parisi: 'Assenza di interventi mirati rischia di produrre degrado, insicurezza e conflittualità sociale e compromettere la tutela dei diritti fondamentali'


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'Il Comune è a conoscenza della presenza stabile o ricorrente di cittadini senza fissa dimora nell’area del parcheggio tra via Rossini e via Puccini e, in particolare, della presenza di minori? Sono stati effettuati accertamenti da parte della Polizia Locale o di altri organi competenti per verificare le condizioni di sicurezza, igiene e tutela dei bambini presenti? In che modo i Servizi Sociali comunali abbiano preso in carico la situazione, attivando percorsi di sostegno, accoglienza e tutela, soprattutto per quanto riguarda i minori?' A porre le questioni è il consigliere di Modena Civica, Katia Parisi.
Il consigliere chiede anche quali misure concrete l’Amministrazione intenda adottare per conciliare la necessità di garantire la sicurezza urbana e il decoro dell’area con il rispetto dei diritti fondamentali delle persone in condizione di marginalità e se sia prevista un’azione coordinata tra Polizia Locale, Servizi Sociali, Ufficio Anagrafe e AUSL, finalizzata a monitorare e gestire in modo strutturato il fenomeno.
'Numerose segnalazioni da parte di residenti e cittadini riportano la presenza ricorrente di persone senza fissa dimora nell’area del parcheggio situato tra via Rossini e via Puccini a Modena. Tra queste persone sono stati notati anche diversi bambini che si aggirano nel parcheggio, con conseguenti rischi legati alla loro sicurezza, all’igiene e alla vivibilità della zona - afferma Parisi -.
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L’Amministrazione comunale ha il dovere di garantire la sicurezza urbana, la tutela dei minori e il decoro degli spazi pubblici. Le persone senza fissa dimora hanno comunque diritto all’iscrizione anagrafica e all’accesso ai servizi sanitari e sociali, anche attraverso l’istituto della residenza fittizia o del domicilio convenzionale, come previsto dalla normativa nazionale e dalle linee guida del Ministero dell’Interno e della Regione Emilia-Romagna. Poichè in Emilia-Romagna sono attivi programmi di sostegno e percorsi di inclusione sociale rivolti alle persone senza dimora, finanziati anche con fondi regionali e gestiti in collaborazione con enti del terzo settore e servizi sociali comunali, l’assenza di interventi mirati rischia di produrre degrado, insicurezza e conflittualità sociale, oltre a compromettere la tutela dei diritti fondamentali dei minori coinvolti'.
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