Articoli Politica

Scandalo Amo, Barcaiuolo (Fdi): 'Così il Pd offende chi chiede giustizia'

Scandalo Amo, Barcaiuolo (Fdi): 'Così il Pd offende chi chiede giustizia'

'Da chi paragona manifesti con una semplice domanda a ‘badili’ usati come manganelli, c’è da aspettarsi tutto. Tutto tranne il buon senso'


3 minuti di lettura

'È sconcertante sentire i vertici del Partito Democratico modenese etichettare come ‘squadristi’ coloro che chiedono semplicemente conto di uno dei più gravi scandali pubblici degli ultimi anni. Siamo seri. A leggere le dichiarazioni di Menozzi e Lenzini, viene quasi da pensare che per una certa sinistra la libertà di espressione e la democrazia siano un concetto del tutto particolare: vanno bene soltanto quando a esercitarle sono loro'. A rispondere all’attacco da parte dei due esponenti Pd rispetto alle affissioni di Fd’I sul caso aMo è il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.
'I manifesti, pagati di tasca nostra, hanno soltanto l’obiettivo di informare i cittadini – prosegue Barcaiuolo – e raccontare una verità scomoda che il Pd continua a nascondere dietro una barriera fatta di silenzi, omissioni e attacchi scomposti. Se chiedere conto di un ammanco da oltre mezzo milione di euro nelle casse di una partecipata pubblica, governata per anni da esponenti del Partito Democratico, è diventato ‘violenza politica’, allora significa che qualcuno ha un’idea piuttosto distorta di cosa sia il confronto democratico. Del resto, da chi paragona manifesti con una semplice domanda a ‘badili’ usati come manganelli, c’è da aspettarsi tutto.
Spazio ADV dedicata a APP LA PRESSA
Tutto tranne il buon senso'.
'Comprendiamo il fastidio e l’imbarazzo – aggiunge il senatore – perché è sicuramente doloroso dover ammettere che questo scandalo sia maturato in seno al Pd che – al netto delle responsabilità penali, di cui come abbiamo ripetuto più volte, darà conto la magistratura – su questo caso ha una responsabilità politica enorme. Comprendiamo il disappunto di un partito che – guarda a caso l’ex revisore dei conti era lo stesso di aMo – ha maturato più di un milione di euro di debiti. Immaginiamo, inoltre, che faccia male sapere che, a oggi, nonostante la richiesta della Corte dei Conti e le evidenze portate nelle sedi opportune dall’ex revisore, il Comune non abbia ancora deliberato alcuna azione di responsabilità verso chi, quei soldi, li ha gestiti senza criterio. Non osiamo nemmeno immaginare quante vesti stracciate e quali movimenti di piazza sarebbero esplosi se lo scandalo fosse accaduto a parti inverse. Capiamo perfettamente tutto il disagio che può accompagnare un partito costretto a gestire uno scandalo del genere, eppure il Pd ci ha stupito di nuovo: nessuno si aspettava che, la sparizione di 500.000 euro dalle tasche dei modenesi, si accusasse di squadrismo chi, per trasparenza nei confronti dei cittadini, questi soldi li vuole
vedere restituiti'.

 

'Aggiungo inoltre che siamo talmente “violenti” da aver persino presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarezza e trasparenza sulla vicenda – sottolinea il senatore – e presto anche a quell’atto verrà dato seguito. Siamo poi talmente “squadristi” che, sin dall’inizio, invochiamo rispetto per la Magistratura, distinguendo con chiarezza la responsabilità politica da quella penale: cosa che, evidentemente, Lenzini e Menozzi non hanno mai letto né ascoltato. Tuttavia, per noi il rispetto della legalità si misura anche nel coraggio di affrontare le responsabilità politiche, un coraggio che il Pd modenese dimostra di non avere. Non ci faremo però intimidire da chi agita lo spettro del fascismo solo per nascondere le proprie inadempienze'.

 

'E già che ci siamo – aggiunge Barcaiuolo – vorrei fare un piccolo promemoria a Lenzini e Menozzi, che hanno chiaramente stabilito che la dipendente – a quanto pare unica colpevole già condannata dal Partito Democratico, che invece si è affrettato ad assolvere l’ex amministratore unico Reggianini – votava centrodestra. In caso i due esponenti del Partito Democratico abbiano dimenticato che in Italia il voto è libero e segreto, farebbero bene a ripassare l’articolo 48 della Costituzione.
La verità su questa vicenda verrà a galla, e fino a quando i Comuni non avranno agito nei confronti di tutti i responsabili – interni ed esterni – noi continueremo a vigilare. I manifesti affissi sono solo la prima di una lunga serie di azioni con cui – se necessario – faremo sapere alla cittadinanza cos’è successo a Modena. Un ultimo pensiero, sincero, che mi sento di esprimere – conclude Barcaiuolo – è ringraziare di cuore Menozzi e Lenzini per la pubblicità. Mai avremmo pensato che il Pd sarebbe stato capace di rispondere ai nostri manifesti con dichiarazioni talmente assurde da darci ancora più visibilità. Avete trasformato la nostra iniziativa in un dibattito pubblico. E più se ne parla, più si capisce cosa sia successo davvero. E si capisce soprattutto chi teme che emerga la verità'.
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati