“La Regione sospenda il Protocollo di intesa che ha in essere con la Fondazione San Filippo Neri di Modena: si tratta di un atto necessario, a tutela dell'ente di viale Aldo Moro, sino a che non saranno definitivamente accertate, verificate e chiarite le eventuali pesantissime accuse che l'ex presidente dimissionario della Fondazione, Mauro Tesauro, ha lanciato, nella sua lettera di dimissioni, contro l'attuale gestione dell'ente di formazione modenese, la cui “gestione aziendale sarebbe contrassegnata da un estremo e generale disordine… attuato con la più assoluta e disinvolta discrezionalità/autoreferenzia
E' quanto chiederà nel corso del question time in programma domani mattina, nel corso dell'assise dell'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il consigliere della Lega Nord, Stefano Bargi.
Il macigno che minaccia di cadere sulla testa di Cristina Cavani, nominata direttrice della Fondazione in quota Pd, è pesantissimo.
“Al di là delle accuse di “disinvolta discrezionalità/autoreferenzia
Ma non finisce qui. Perché l'elenco delle presunte irregolarità nella gestione dell'ente, la cui mission statutaria è quella di “promuovere e realizzare attività educative e formative, con l'obiettivo di garantire il successo scolastico e lavorativo dei giovani anche in situazione di disagio” non finisce qui.
Già perché alle accuse dell'ex presidente della Fondazione, Mauro Tesauro, occorre sommare le segnalazioni che la settimana scorsa i media hanno denunciato relativamente alla gestione dei minori all'interno dell'ente.
“I punti più critici – spiega il consigliere leghista - sarebbero l'incompetenza dello staff educativo, che non possiede neanche i requisiti minimi chiesti dalla legge regionale in materia, ma anche la gestione dei locali e del personale.
Fra le altre criticità che necessitano di essere verificate e acclarate anche il fatto che “alcuni degli uffici della Fondazione, “compresi spazi locati di recente al costo di 20.000 euro contestati dall’ex Presidente Tesauro alla Cavani, curiosamente non sono nelle migliaia di metri quadrati del palazzo di proprietà di Via S. Orsola. Gli uffici sono vicini, nel palazzo della Camera di Commercio di Via Ganaceto alla quale la Neri paga un affitto. Per contro nel Palazzo della Fondazione gli spazi sono affittati e non tutti a pagamento. Gli inquilini sono infatti l’ostello da 80 posti gestito da una coop che paga una locazione e dall’ente regionale ER.GO che farebbe altrettanto” aggiunge Bargi.
“Vien da sé che le accuse contenute nella lettera dell’ex Presidente della Fondazione San Filippo Neri e le segnalazioni riportate dalla stampa, se confermate, configurano gravi reati.



