L’istanza chiede se il Comune abbia elementi per poter dedurre che sovraffollamento e carenza di personale abbiano contribuito ai decessi avvenuti nei mesi scorsi; se sia previsto un ristoro per le morti in carcere; se non potrebbero aver diritto alla grazia, “unico rimedio per sfuggire alla morte in carcere”, del presidente della Repubblica tutti i soggetti detenuti in carceri sovraffollate; se il Governo abbia attuato la legge per strutture residenziali per accoglienza e reinserimento sociale dei detenuti; se parlamentari e rappresentanti del Governo abbiano ricevuto la mozione approvata dal Consiglio a novembre; quali azioni intraprese per darvi attuazione e quali può supportare il Comune per prevenire i suicidi in carcere”.
L’assessore Camporota, in riferimento ai percorsi di inclusione e reinserimento sociale, ha spiegato: “Abbiamo avviato il potenziamento dei percorsi attivi all’interno dell’Istituto (laboratori, attività lavorative, scuole, università) ed è in corso un rafforzamento delle opportunità di collegamento telematiche per favorire i contatti con i familiari”. Ha anche segnalato alcune iniziative, occasioni d’incontro con la comunità esterna, come l’inaugurazione dell’Anno accademico in carcere, ma anche una sfilata di moda delle detenute e organizzazioni che hanno fornito donazioni in materiali
Gli interventi in corso, in capo a diverse associazioni, riguardano l’esecuzione penale esterna con erogazione di contributi, interventi educativi, di orientamento al lavoro, tirocini e accoglienza abitativa; il miglioramento della vita in carcere dando seguito ad attività come il teatro (laboratori e corsi a cura di Teatro dei Venti); la mediazione linguistica, culturale e i contati con i familiari (Arci); attività sportive di calcio e bigliardino (Csi), laboratorio gastronomico (Eorté) con produzione di pasta fresca e prodotti da forno, laboratorio di sartoria (Mani tese) e gli Sportelli Informativo, Nuovi giunti e Dimittendi (Caleidos).
Citando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Camporota ha definito l’alto numero dei suicidi in carcere “indice di condizioni inammissibili”. Ha poi spiegato che i Garanti comunale e regionale hanno trasmesso un rapporto alla Direzione del S. Anna con suggerimenti per la prevenzione di gesti autolesivi in riferimento alla sezione I care, dove vengono collocate persone a rischio di suicidio che necessitano di sorveglianza. A Modena è attivo da tempo il presidio Nuovi Giunti che prevede la valutazione del rischio entro 48 ore dall’ingresso in carcere.
L’amministrazione comunale è impegnata anche con iniziative per incrementare la possibilità di sbocchi lavorativi per i detenuti che ne abbiano i requisiti di legge, attraverso la predisposizione di un apposito protocollo, e a supportare (con il coordinamento del Comitato Locale per l'area dell'esecuzione penale adulti e delle associazioni di volontariato) iniziative progettuali di sostegno.



