Intanto 'questa scelta è particolarmente onerosa, quando invece una amministrazione dovrebbe cercare di riasparmiare e quindi attingere a dirigenti già di ruolo o in servizio, soprattutto per sostituzioni a breve termine. Ci sono tanti dirigenti validi in Regione, anche nella sanità', osserva Lisei. Lo stipendio di Baldino 'sarà invece lo stesso di Petropulacos (che continuerà ad essere retribuita, ndr), cioè 45.000 di stipendio base, più 110.000 di retribuzione di posizione e 15.400 di retribuzione di risultato'. Un raddoppio secco, insomma, probabilmente destinato a prolungarsi ben oltre i 30 giorni di sospensione di Petropulacos. A cui vanno aggiunte le nuove nomine necessarie all'Ausl di Piacenza, in precedenza guidata da Baldino.
Inoltre nella delibera di nomina di Baldino, 'molto caotica e confusa, non viene specificato a che titolo viene dato l'incarico', spiega ancora Lisei. 'Ci sono due possibilità, entrambe a nostro avviso errate'. La prima possibilità 'è che Baldino venga assunto a tempo determinato, ma la Regione è già oltre il limite del 10% del personale in organico previsto dalle norme per questo tipo di contratto'. Un problema 'già rilevato anche nel giudizio di parifica della Corte dei conti, con la quale la Regione si era impegnata a correggere la rotta'. Oltrettutto in questo caso la Regione 'avrebbe dovuto fare almeno una proceduta di selezione interna', osserva il meloniano. Invece 'questo non risulta sia stato fatto, c'e' solo un vago riferimento all'esame di alcuni curricula'.
La seconda ipotesi: 'Se invece si tratta di un 'comando', cioè un incarico ad un dirigente di un'altra amministrazione, bisogna essere dipendenti dell'amministrazione stessa.
La replica
Nel pomeriggio la replica dell’assessore regionale al Bilancio e all’Organizzazione, Paolo Calvano. 'Le affermazioni di Lisei sono prive di fondamento, accuse gratuite cui è appena il caso di rispondere. La nomina ad interim del direttore generale dell’assessorato alle Politiche per la salute è avvenuta nel rispetto di ogni procedura e norma prevista. Un atto pienamente legittimo, vistato sotto questo profilo dai dirigenti regionali. Abbiamo assegnato l'incarico a un direttore generale già in servizio nel servizio sanitario regionale e presente in uno degli elenchi per il conferimento degli incarichi di direttore generale che la Regione ha a disposizione e che è stato composto a seguito di selezioni ad evidenza pubblica - afferma Calvano -. In Regione ci sono dirigenti preposti ai controlli di legittimità e di merito degli atti, così come il nostro ordinamento non manca certo di organi per la verifica legale e contabile.



