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Stesso lavoro in metà tempo, la pulizia degli uffici postali è missione impossibile

Stesso lavoro in metà tempo, la pulizia degli uffici postali è missione impossibile

Per la quinta volta in due mesi le lavoratrici della società che ha vinto l'appalto per le pulizie hanno detto basta e, con la CGIL, chiesto un cambio di rotta


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Solo al termine del quinto sciopero in due mesi accompagnato da presidio, questa mattina, davanti agli uffici postali di via Divisioni Acqui, è arrivato un segnale di apertura al dialogo della ditta vincitrice dell'appalto per la pulizia degli uffici postali della provincia di Modena. La richiesta di un incontro sindacale  il 13 febbraio. Una richiesta salutata positivamente dalla Alessandro Santini, segretario Filcams-CGIL Modena che questa mattina ha accompagnato il presidio delle lavoratrici. 

Dopo gli scioperi di fine 2017 e di gennaio, i lavoratori (quasi per la quasi totalità donne), della Miorelli Service Spa, società trentina dal novembre scorso subentrata negli appalti di pulizie degli uffici modenesi di Poste Italiane, hanno infatti di nuovo incrociato le braccia questa mattina. Il problema rimane sempre quello, viene confermato da Filcams Cgil, ovvero il drastico taglio dell’orario di lavoro, a parità di servizio e di spazi da pulire. 'Non abbiamo ancora avuto modo il capitolato d'appalto, nonostante la società sia subentrata da novembre - ma i dati confermano che a parità di superfici ed uffici da pulire, la società prevede una riduzione del tempo pagato per la pulizia dal 30 fino al 50%.  Un taglio delle ore lavorate che incide direttamente - sottolinea il sindacato - sulla qualità del lavoro e su buste paga sempre più leggere.

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Da qui il richiamo a ridiscutere le condizioni dell'appalto e  il monte ore previsto rivolto non solo alla ditta appaltatrice ma alla direzione delle Poste Italiane, che quell'appalto lo ha affidato e che - afferma Saltini 'non può girare la testa di fronte a condizioni di lavoro diventate sempre più difficili oltreché penalizzanti'. Ma uno spiraglio, come detto, è arrivato poco dopo lo scioglimento del presidio, anticipato anche a seguito della pioggia battente. Una vertenza che continua con qualche novità all’orizzonte. Perché se da parte di Poste Italiane, non è arrivato alcun segnale - conferma Saltini - una risposta è arrivata dalla Miorelli che ha chiesto un incontro per il prossimo 13 febbraio. Proposta accettata. 'L'incontro si farà - assicura Saltini - ma vorremmo un segnale anche dall'amministrazione delle Poste che riteniamo comunque responsabile della situazione che si è venuta a creare e che auspichiamo possa essere parte attiva anche nella soluzione'

 

 

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