Decine gli striscioni, centinaia le bandiere che chiedevano alle autorità di stare dalla parte degli oppressi, contro ogni oppressore e, soprattutto, di fermare l’orribile strage di civili che ancora si consuma in Palestina.
'Quasi tutta la piazza è stata coperta con decine di vestitini di bambini stesi a formare una sorta di macabro mirino da fucile. In questo modo si è voluto ricordare come l’attuale massacro del popolo palestinese, perpetrato con bombardamenti, armi e fame, abbia mietuto la vita di oltre 30 mila piccoli. Un massacro, un genocidio che continua mentre solo ora, dopo venti mesi, ci si rende conto che si tratta di sterminio di un intero popolo perpetrato con orribile, sistematico cinismo' - fa sapere Modena Volta Pagina.
Dalle 10.30 ad oltre mezzogiorno al microfono si sono alternati gli organizzatori dell’iniziativa mentre i modenesi si fermavano sempre più numerosi in piazza. Decine e decine di cittadini si sono anche accalcati, di fianco alla preda Ringadora, per firmare la petizione che chiede al Comune di Modena di dedicare uno spazio pubblico alle “Bambine ed ai bambini di Gaza” (la raccolta delle firme continuerà presso il circolo Civica in via Roncaglia,15 anche venerdì 6 e 13 giugno ore 17-19 e sabato 14 giugno ore 10-12 e 16.30-19.00).Due mozioni in consiglio comunaleLe organizzazioni Modena per la Palestina, BDS Modena, Modena Volta Pagina e Partito della Rifondazione Comunista, hanno inviato due mozioni al Sindaco affinché si faccia
portavoce presso la sua Giunta, il Consiglio Comunale e il Governo, delle nostre istanze che prevedono provvedimenti volti a fermare il massacro in atto e ad assumere una posizione politica
affinché si ponga fine all’apartheid israeliano e l’azione colonialista attuata con la sottrazione delle terre al popolo palestinese.In particolare le due mozioni fanno riferimento a:1 - “Adozione di un protocollo di verifica e controllo atto a garantire appalti etici pubblici” Ovvero istituire una commissione di verifica ed esclusione delle aziende delle quali sia accertato il
mancato rispetto della Dichiarazione Universale dei diritti Umani, della Costituzione e del Diritto Internazionale.
schieramento di una forza di pace d’interposizione”.
In specifico, di impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici per imporre al governo israeliano: - Il rispetto dei diritti umani e del Diritto Internazionale in tutto il territorio palestinese ed israeliano;
- Fine del regime di apartheid e dell’occupazione coloniale e militare israeliana dei Territori Palestinesi Occupati;- La richiesta, in sede ONU, di un dispiegamento di forze di protezione ed interposizione a Gaza e Cisgiordania come richiamato da operatori sanitari e organizzazioni mediche, da ONG Palestinesi e
dalla Lega Araba, per porre il cessate il fuoco; fine del massacro; garantire un corridoio di sicurezza per gli operatori sanitari e libero accesso agli aiuti umanitari.- Il riconoscimento al diritto al ritorno di tutti i profughi palestinesi ancora oggi fuori dai confini dei territori palestinesi.

