Un ricorso, quello alle cooperative esterne, che nonostante la carenza di personale al Pronto Soccorso del Policlinico, è stato evitato dall'Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena competente per i due grandi ospedali modenesi Policlinico e Baggiovara.
'L’Ausl di Modena e quella di Reggio Emilia sono invece le sole in regione a ricorrere ancora al personale delle cooperative private dei medici (oltre 1.600 euro a turno). Tutte le altre sono riuscite ad attrarre il personale mancante' - sottolinea Platis che si sofferma su un altro punto critico del dibattito: il funzionamento de CAU rispetto ai quali lo stesso direttore del Pronto Soccorso ha affermato di non avere notato effetti significativi in termini di riduzione degli accessi e del carico di lavoro. Anzi, se gli effetti ci sono stati, sono stati negativi.
'L’avvento dei CAU, nati in Emilia-Romagna e basta, hanno moltiplicato gli accessi, “distratto” personale e non hanno alleggerito in alcun modo i pronto soccorso' - afferma Platis.
Da qui la disamina del Consigliere Platis sulle criticità specifiche emiliano romagnole che avrebbero aumentato le problematiche.
‘Il corso per medici di medicina generale, molto apprezzato dai professionisti, che con l’avanzare dell’età, faticano a mantenere i ritmi e i turni che un pronto soccorso richiede, non è organizzato in modo part-time e quindi obbliga i sanitari a dimettersi per frequentarlo. Questa scelta è della Regione Emilia-Romagna visto che, già ai tempi del Governo Berlusconi, era possibile modularli per non perdere i medici del 118 - aggiunge Platis -. Da ricordare la mancanza di corsi abilitanti per i medici del 118 su base provinciale e la scelta dell’Ausl di Modena di non applicare quanto previsto dal contratto SSN che permetterebbe ai medici specialisti ambulatoriali di lavorare anche negli ambulatori del Pronto Soccorso'.



