'La recente vicenda della lapide collocata in piazza Roma evidenzia ancora una volta quanto sia indispensabile, soprattutto quando si interviene sulla memoria pubblica, un percorso trasparente, partecipato e condiviso'. Lo dice Federica Di Padova, consigliere comunale e Responsabile Scuola della segreteria cittadina del Partito Democratico. 'La memoria non è un ornamento da aggiungere a piacimento, ma un patrimonio comune che richiede responsabilità, ascolto e riconoscimento reciproco'.
Di Padova ha definito questa iniziativa 'Non discussa con la città, priva di un adeguato contesto storico e culturale e che non rafforza la nostra identità, ma che, al contrario, rischia di alimentare divisioni e fraintendimenti. Le Gallerie Estensi, la Biblioteca Estense Universitaria e il Palazzo Ducale rappresentano, per Modena, molto più di semplici luoghi della cultura: sono radici, simboli e riferimenti fondamentali della nostra storia - ribadisce il consigliere dem - attorno a essi si è sviluppato un patrimonio di conoscenza, ricerca, arte e dialogo che ha contribuito in modo determinante alla crescita culturale della città'.
'È dovere di tutti custodire questo valore, promuoverne la funzione educativa e renderlo sempre più accessibile - afferma Di Padova - e utilizzare questi luoghi in chiave revanchista o strumentale significa snaturarne il senso e ridurli a oggetto di contesa anziché riconoscerli come spazi di inclusione e confronto.
Per queste ragioni diciamo con fermezza no a ogni tentativo di riscrivere la storia - sottolinea - in quanto le scorciatoie narrative e le operazioni che alterano fatti e significati sono sempre sbagliate, e rischiano di impoverire il dibattito pubblico'.'La nostra città merita serietà, competenza e un approccio che sappia unire, non dividere - conclude Di Padova - come Partito Democratico continueremo a collaborare con l’Amministrazione comunale per costruire percorsi di formazione, occasioni di incontro e iniziative culturali capaci di parlare a tutta la cittadinanza, senza esclusioni né forzature. Solo così è possibile rafforzare una memoria realmente condivisa, capace di valorizzare le diverse sensibilità e di arricchire la vita democratica della nostra comunità'.



