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Sanità, più soldi dal Governo e migliore gestione spesa hanno aggiustato i bilanci: a Modena dal baratro ad obiettivo pareggio

Sanità, più soldi dal Governo e migliore gestione spesa hanno aggiustato i bilanci: a Modena dal baratro ad obiettivo pareggio

Approvati oggi alla CTSS le manovre di previsione di Ausl e Azienda Ospedaliera. I direttori Baldino e Altini: 'Manteniamo le eccellenze e aumentiamo la spesa su voci strategiche'


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I 6 miliardi in più alla sanità pubblica (di cui 5 per il rinnovo dei contratti del personale), assicurati dal governo nazionale, i maggiori finanziamenti che la Regione Emilia-Romagna ha potuto garantire, anche e soprattutto a seguito degli introiti derivanti dall'aumento delle tasse (Irpef, Ires, ma anche ticket sanitari) a carico di cittadini e imprese, unito ad un sforzo rinnovato delle aziende sanitarie ad una migliore gestione della spesa. Sono questi i fattori principali che in un combinato disposto hanno consentito alle aziende stesse di presentare dei bilanci di previsione che dal disavanzo impressionante dello scorso anno (più di 100 milioni per l'Ausl e più di 50 per l'Azienda Ospedaliera), passano ad oggi ad fabbisogno certificato dai bilanci di 88 milioni di euro per l’Azienda Usl di Modena e 50.9 milioni di euro per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Ma allora come si giunge al pareggio? Soprattutto attraverso voci di ricavo la cui assegnazione è in corso di definizione a livello regionale, tra cui risorse connesse a obiettivi specifici e a meccanismi di compensazione.
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Come già ribadito, la Regione ha già previsto i 950 milioni di euro che garantiranno alle aziende sanitarie regionali da qui alla fine dell’anno 325 milioni di euro dalla gestione sanitaria accentrata; 215 milioni di euro di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale; 210 milioni di euro dal Pay back farmaceutico; e 200 milioni di euro di risorse regionali già stanziate.

In sostanza, giusto dire che la tendenza è al pareggio di bilancio, sbagliato fare credere di esserci già arrivati. Anche perché, a meno di un miracolo contabile, sarebbe difficile comprendere come da un anno all'altro un disavanzo da oltre 150 milioni di euro, per le sole due aziende sanitarie modenesi, si riduca a zero.
Ed e qui che scatta la nostra domanda ai due direttori generali Mattia Altini e Luca Baldino, nell'incontro stampa che anticipa il via alla seduta della Conferenza. Confermando i 6 miliardi di risorse in più stanziati dal governo, Baldino ne riduce la portata e gli effetti sulla spesa diretta delle Ausl, alla luce del fatto che, appunto, circa 5 sono vincolati al finanziamento dei contratti del personale, il direttore generale dell'azienda ospedaliera afferma che 'la differenza rispetto all’anno precedente deriva soprattutto dalla manovra regionale che ha immesso risorse fresche attraverso l’aumento dell’IRPEF e dal lavoro di governo dei costi avviato nel 2024, con azioni di efficientamento già operative.
Gli incrementi registrati nei vari capitoli di bilancio risultano in realtà superiori a quanto appare nelle tabelle, con variazioni che oscillano tra 300, 600 e 900 mila euro. L’effetto combinato di queste misure ha consentito alle aziende modenesi di presentare un bilancio preventivo in equilibrio. Possiamo dire che siamo in pareggio, e la direzione intrapresa è giusta”, hanno sottolineato i direttori, che nel merito hanno sottolineato un altro elemento 'virtuoso', ovvero che tale pareggio arriva o dovrebbe arrivare pur garantendo oltre agli investimenti anche l'aumento del costo del personale e di quello energetico e dei materiali, entrambi influenzati dall’andamento inflattivo generale. In risposta alla nostra domanda viene specificato che per i soli costi energestici l'aumento di spesa per le due aziende è 4,5 milioni di euro.

L'aumento della spesa
Per l'Ausl di Modena, il valore della produzione è pari a 1,546 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+4,5%), a fronte di un incremento più contenuto dei costi della produzione (+3%).
L’andamento dei costi riflette l’evoluzione dei bisogni assistenziali e alcune dinamiche strutturali del sistema sanitario.
In particolare, si registra un incremento: della spesa per beni sanitari, in larga parte legata a farmaceutica ospedaliera (incremento: +10mln), dispositivi medici (+2mln) e vaccini (+3,5mln); dei servizi sanitari (+17mln), in relazione al rafforzamento della rete territoriale, alla specialistica ambulatoriale, alla farmaceutica convenzionata e all’assistenza sociosanitaria; di alcune voci di servizi non sanitari (+5mln), anche per effetto dell’andamento dei prezzi e del potenziamento dei servizi informatici.
Si conferma il programma di investimenti per l’edilizia sanitaria per 193 milioni di euro (da fondi statali e regionali, risorse PNRR, partenariato pubblico‑privato e finanziamenti dedicati). Sono inoltre programmati investimenti per tecnologie biomediche, con particolare attenzione alla sicurezza e all’innovazione dei processi di cura (7,5milioni) e 2,3milioni per il potenziamento delle infrastrutture informatiche e digitali, inclusi il Fascicolo Sanitario Elettronico e i progetti di digitalizzazione connessi al PNRR.

Per l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena la riduzione rispetto al 2025 è di 2 milioni (-4%), anche qui confermando un trend di miglioramento. Il valore della produzione è pari a 537,4 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente (+3,2%). Come per l’Ausl è minore l’incremento dei costi della produzione (+2,4%).
Aumenta anche per Aou la spesa per beni sanitari, in particolare farmaceutica ospedaliera (+7,4mln), dispositivi medici (1,6mln); la spesa per i servizi sanitari è scesa (-1,7), mentre si conferma il finanziamento dei farmaci innovativi e antibiotici reserve. A ciò si aggiungono, tra gli altri, gli aumenti legati ai costi per i servizi tecnici (oltre +4,9 milioni), tra cui una voce importante è quella energetica, nonché agli investimenti in ambito informatico e formativo, relativi alla stabilizzazione degli interventi connessi al PNRR e a investimenti tecnologici. La spesa per il personale, al netto dei rinnovi contrattuali che incidono anche sul bilancio ospedaliero, si mantiene sostanzialmente stabile, con un lieve incremento per il personale dipendente al fine di promuovere nuove attività e la stabilizzazione del personale con una conseguente riduzione del personale atipico.

Il programma triennale di investimenti, 2026-28, articolato come sempre negli ambiti Lavori, Tecnologie Biomediche e Tecnologie Informatiche, evidenzia soprattutto un grande impegno nel completamento di opere avviate negli anni precedenti, grazie alla disponibilità di nuovi finanziamenti che vanno a compensare gli aumenti delle materie prime.
In particolare, verrà completato il nuovo polo Materno Infantile e si avvieranno ulteriori opere di consolidamento antisismico al Policlinico, unitamente alla demolizione di uno dei corpi del fabbricato ed alla costruzione di una nuova struttura dedicata ad attività sanitarie, per un totale di 76 milioni di euro.
Nell’anno 2026 sono previsti investimenti in edilizia per 126mln e per 2 milioni di euro in Tecnologie Biomediche, dopo essersi sostanzialmente concluso nel 2025 l’investimento per il rinnovo delle grandi apparecchiature diagnostiche e terapeutiche per quasi 9 milioni di euro, dei quali 4 milioni solo nel 2025. Per quanto riguarda le tecnologie informatiche nel 2025 si è concluso l’intervento PNRR per 9 milioni di euro iniziato nel 2022 e dedicato all’introduzioni nei due ospedali aziendali di nuovi sistemi informatici a servizio della cura della salute. Il 2026 vedrà il consolidamento del progetto PNRR dedicato alla telemedicina, che per le sole componenti hardware prevede un investimento di 1,5 milioni di euro.

Accanto al tema del pareggio, i direttori hanno illustrato anche la capacità del nuovo bilancio di sostenere alcuni investimenti mirati. È stato confermato un fondo da 1,8 milioni di euro per le manutenzioni civili, dopo i 4 milioni stanziati l’anno precedente, con l’obiettivo di efficientare e mettere in sicurezza i diversi presidi dell’organizzazione. Sono previsti inoltre 1,2 milioni di euro per nuove attrezzature tecnologiche mediche, in continuità con il percorso di rinnovamento avviato negli ultimi anni e potenziato dagli investimenti straordinari del PNRR. La fase attuale è descritta come una fase di consolidamento: si tratta di migliorare ciò che è già stato inserito, sia sul fronte delle tecnologie cliniche sia su quello delle infrastrutture informatiche.
I direttori hanno ricordato anche la riorganizzazione dell’area amministrativa e tecnica avviata nel 2025, che ha portato alla definizione di nuove figure di coordinamento e a una maggiore attenzione ai processi del personale, dell’ingegneria clinica e dell’informatica. A valle di questo percorso, le aziende stanno ora procedendo con nuovi programmi formativi, sia tecnologici sia sanitari.
Un capitolo specifico è stato dedicato alla telemedicina, considerata una leva strategica per garantire possibilità di cura nei territori più interni, disagiati o difficilmente raggiungibili. Gli investimenti già avviati nell’ambito del progetto “Lontano” saranno ulteriormente sviluppati, con applicazioni che potranno rivelarsi utili anche in contesti particolari come l’assistenza sanitaria in ambito carcerario.

Nel complesso, i direttori hanno ribadito che il bilancio 2025 è un bilancio di pareggio che permette non solo di stabilizzare i conti, ma anche di avviare o consolidare interventi strutturali, tecnologici e organizzativi ritenuti essenziali per il funzionamento del sistema sanitario provinciale.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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