'Amato aggiungeva poi che il recupero del relitto in fondo al mare avrebbe dato una risposta esaustiva alle due ipotesi avanzate dalle precedenti commissioni di inchiesta, bomba o missile come causa dell'abbattimento. Come è noto il relitto è stato recuperato, la perizia tecnica della commissione Misiti firmata nel processo penale da undici tra i più importanti esperti internazionali (tra cui due svedesi, due tedeschi e due inglesi) ha concluso all'unanimità che il Dc 9 è stato abbattuto dalla esplosione di una bomba nelle toilette di bordo. I generali sono stati poi tutti assolti con formula piena, dopo aver rinunciato alla prescrizione, e nelle motivazioni si legge che quella del missile è una ipotesi da fantascienza e la battaglia aerea tesi degna della trama di un libro giallo' ha aggiunto Giovanardi.
'Di queste cose ho riferito a suo tempo in Parlamento a nome del governo italiano, senza che nessun successivo governo abbia mai smentito la mia ricostruzione, fondata su perizie e sentenze penali. Ricordo anche che tutta questa vicenda è stata coperta dal segreto di Stato sino al governo Renzi e solo nell'ultimo anno, grazie ai governi Draghi e Meloni, è stato tolto il vincolo di segretissimo alle carte riguardanti Ustica. Nel carteggio, consultabile presso l'Archivio di stato, è stata resa nota la drammatca escalation di minacce da parte dei gruppi radicali del terrorismo palestinese (collegati ai libici e a Carlos) per la mancata liberazione di Abu Saleh, al tempo referente dell'Olp a Bologna, arrestato nell'ottobre 1979 ad Ortona mentre trasportava missili terra aria' ha continuato. 'Le minacce di coinvolgere nella rappresaglia anche vittime innocenti, hanno avuto il loro culmine il 27 giugno 1980 quando il capoposto dei nostri servizi a Beirut, colonnello Stefano Giovannone, avvertiva il governo che riteneva fossimo nell'imminenza di una rappresaglia, essendosi dileguati tutti i nostri referenti in loco.



