Articoli Politica

Utero in affitto: cresce il fronte del no Pd, ma a Richetti va bene

Utero in affitto: cresce il fronte del no Pd, ma a Richetti va bene

In discussione la nomina di?Sergio Lo Giudice?alla guida del?dipartimento Diritti Civili?del partito


1 minuto di lettura

Sono diventati 18 i parlamentari (e ex parlamentari) Pd, 10 deputati, 1 senatore e 7 ex senatori cattodem, che mettono in discussione la nomina di Sergio Lo Giudice alla guida del dipartimento Diritti Civili del partito per le sue posizioni sull'utero in affitto. “Leggiamo che importanti figure del femminismo italiano hanno lasciato il Partito Democratico, a seguito della nomina dell’ex senatore Sergio Lo Giudice a capo del Dipartimento Diritti civili del nostro partito – scrivono i diciotto –. Il motivo: egli si è sempre espresso a favore della pratica dell’utero in affitto, fino a considerarla una pratica ispirata al dono”.

Dopo l'addio di Francesca Marinaro, ex parlamentare europeo ed ex senatore, Francesca Izzo e Licia Conte, a firmare la richiesta a Martina di rivalutare la sua decisione sono Alfredo Bazoli, Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Lepri, Marina Berlinghieri, Giuseppe Cucca, Mauro Del Barba, Camillo D’Alessandro, Vito De Filippo, Nicoletta Favero, Linda Lanzillotta, Claudio Mancini, Mario Morgoni, Claudio Moscardelli, Pamela Orru, Venera Padua, Fausto Raciti, Angelica Saggese, Francesco Scalia. La maggioranza di questi politici è riconducibile alla cosiddetta area cattodem del Pd.

Stupisce, come sottolineato ieri in una lettera aperta dall'ex senatore Giovanardi, l'assenza del parlamentare modenese cattolico Matteo Richetti.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati