'L’ultima volta che hanno espulso un Fiano da un luogo di studio è stato nel ’38'. Sono le parole preoccupate dell'ex parlamentare del Partito democratico Emanuele Fiano, nipote di un sopravvissuto all'olocausto, al quale è stato di fatto negato di proseguire il suo intervento previsto all'università ca' Foscari di Venezia. L’evento, promosso dall’associazione “Futura” in collaborazione con la Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, prevedeva un dibattito sulle prospettive di pace in Medio Oriente.
Durante l’incontro, circa quaranta giovani attivisti con striscioni e cartelli contro il “sionismo” sono entrati in aula gridando slogan “fuori i sionisti dall’università”, e hanno interrotto la discussione.
'Ho provato in tutti i modi a continuare… ma hanno continuato a parlare e a dire su di me falsità. Il principio fascista che hanno loro in mente è che chi non ha idee come le loro non deve parlare'.
Alla fine l’Università avrebbe deciso di chiudere la sede dell’evento e l’incontro non è proseguito.
Numerose figure politiche e istituzionali hanno espresso solidarietà a Fiano, a partire dal presidente del Senato Ignazio La Russa ha scritto al ministro dell'Università Anna Maria Bernini: 'Zittire qualcuno significa spegnere una parte di quella libertà che appartiene a tutti. Le università sono e devono restare spazi aperti'.
Fiano, figlio del sopravvissuto all’Olocausto Nedo Fiano, ha denunciato per la vicenda un richiamo storico: 'L’ultima volta che hanno espulso un Fiano da un luogo di studio è stato nel '38'.
Venezia: attivisti 'pro-Pal' bloccano l’incontro con l'On. Fiano
Al grido 'fuori i sionisti dell'università'. L'ex parlamentare, nipote del sopravvissuto all'Olocausto: 'Sono preoccupato hanno in mente un principio fascista'
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