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Vergogna in centro, opposizioni divise sulle responsabilità

Vergogna in centro, opposizioni divise sulle responsabilità

Prampolini punta il dito contro il sindaco. Franchini: 'Atti indegni, prefettura e questura non dovevano dare ok al corteo'. Lucaselli: 'Deficit di democrazia'


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“Il Comune di Modena deve costituirsi parte civile nel processo contro i delinquenti dei gruppi anarchici e chiedere loro i danni per le scritte oltraggiose e vergognose (“Spara a Salvini” e “Salvini muori”, “Brucia la Questura”, “Infami assassini, merde” (ai Carabinieri caduti), “Fuoco alle frontiere”, “Fuoco ai Cpr”, “Picchiate i razzisti”) che hanno lasciato ieri su muri, vetrine e monumenti della nostra città”. Così il candidato della Lega Stefano Prampolini. “Città imbrattata, deturpata e figuraccia nazionale: il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e i suoi compagni di partito non possono chiamarsi fuori dalle responsabilità, visto come hanno alzato i toni, seminando questo clima di odio, in vista del 25 AprileTanto più che, in virtù del decreto Minniti, il sindaco è anche ufficiale di governo per cui Muzzarelli non può chiamarsi fuori dalla gestione sicurezza della città”.

Toni diversi dal candidato sindaco di Modena Ora, Cinzia Franchini. 'Una vergogna quanto accaduto oggi pomeriggio in centro. Mi auguro che si individuino e si fermino i responsabili dei danneggiamenti e che si imponga loro di risarcire i danni arrecati ai monumenti cittadini e ai commercianti - afferma la Franchini -. Va detto che il Comune, di fronte al via libera degli organi del Governo sul territorio (prefettura e questura) poteva far ben poco per impredire il corteo.

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Questo è il modo peggiore di ricordare il 25 aprile. Un comportamento indegno: sono certa le forze dell’ordine individueranno coloro che lo hanno attuato. Una città non può essere messa a ferro e fuoco da un manipolo di delinquenti che cercano giustificazioni insensate dietro una demenziale ideologia anarchica'.

“Ci auguriamo che verso i responsabili dei molteplici atti vandalici avvenuti ieri a Modena sia fatta valere la certezza della pena. E’ inaccettabile, infatti, che un’intera città sia stata tenuta in ostaggio da parte di un universo antagonista cui troppe volte, in molte occasioni, è stata fornita la percezione di impunità. Se c’è un deficit di democrazia in questo Paese esso risiede proprio nel sistematico ricorso alla violenza dei militanti dei centri sociali”. Così la parlamentare di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli.
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