'Contrariamente a quanto affermato dal Ministero nella citata intervista, mai smentita né dall'interessato né tanto meno dal Ministero, il direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute Andrea Urbani, ha dichiarato in modo inequivocabile, riferendosi proprio al 'Piano nazionale emergenza', che 'già dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio' - scrive il Tar nella sentenza firmata dal presidente Riccardo Savoia -. La circostanza che si tratti di un piano che non è provato sia poi sfociato in un vero e proprio provvedimento applicativo, nell'ottica del diritto di acquisirne copia è del tutto irrilevante'.
'Una sentenza importantissima che farà finalmente emergere la verità e le varie responsabilità sulla mancata preparazione dell’Italia ad affrontare l’emergenza Covid - afferma Galeazzo Bignami -. In quei documenti che risalgono a gennaio 2020 c'è la verità sulla preparazione dell'Italia alla pandemia. Era il 27 gennaio dello scorso anno quando Conte andava in televisione affermando che tutto era pronto e il Governo era attrezzato, poi abbiamo visto cosa è successo. Non solo, negando l'esistenza di quei piani le comunità locali hanno lanciato le campagne 'non fermiamoci' a inizio pandemia che hanno avuto purtroppo un effetto di propagazione del virus. Di tutto questo ci sarà traccia in quei documenti e per questo il Governo non voleva li vedessimo. Non solo, certamente in quei documenti c'è anche la risposta sulla assenza di un piano pandemico aggiornato dell'Italia. Siamo di fronte a un governo che ha agito col favore delle tenebre negando l'esistenza di quei documenti'.



