'Sono qua a portare il contributo della cultura riformista, che informa di sé Fi, alla vittoria della presidente Elena Ugolini. Sono campagne elettorali difficili', continua Craxi: si tratta di 'competizioni che non partono alla pari', perché 'in questa regione la sinistra controlla il tessuto economico e sociale in modo ferreo con carriere che vanno avanti e indietro da più di 60 anni tra politica e istituzioni, bloccando lo sviluppo di questa regione'. Si parla di una regione 'da troppi anni finita nelle mani delle loro coop, delle loro banche e delle loro assicurazioni', aggiunge la parlamentare. Dunque è 'una battaglia difficile ma bisogna crederci', esorta Craxi, assicurando che alle urne si presenterà una 'Fi in crescita'. Con queste elezioni 'occorre cambiare la guida della Regione perché è lo stesso candidato del Pd Michele de Pascale che ammette i grandi errori compiuti in sanità, sulla tutela del suolo e in altri settori importanti', afferma intanto Scavone: 'Lui però era della parte del sistema e noi questo sistema vogliamo cambiarlo con la rivoluzione liberale di Silvio Berlusconi'.
La replica
'Non sono solito partecipare alle polemiche e nemmeno al teatrino della politica, che non mi piace soprattutto quando varca in maniera spudorata i confini della decenza e del rispetto, e questo è esattamente uno di quei casi. Non posso tollerare né passare sotto silenzio questa affermazione gravissima - afferma il candidato di centrosinistra Michele De Pascale -. Stefania Craxi chiarisca subito a quali organizzazioni del sud Italia fa riferimento; se si riferisce a organizzazioni di stampo mafioso si vergogni e chieda scusa, perché ha offeso la dignità degli emiliano-romagnoli e dell’Emilia-Romagna intera, una terra laboriosa, fatta di persone oneste e che da sempre e notoriamente si batte contro le infiltrazioni mafiose. Elena Ugolini si dissoci da tale vergognosa affermazione. Oltretutto asserendo genericamente a “certe organizzazioni del sud” senza fare nomi, offende anche la dignità del mezzogiorno d’Italia'.

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